Mousse di violette e vino alla lavanda in tavola a Mortara
MORTARA.Prosegue il viaggio tra i sapori antichi della Lomellina, un itinerario alla scoperta di ricette e prodotti di provenienza medioevale, in disuso da secoli ed ora riportati alla luce da uno studio combinato tra l'associazione culturale «Memorie di Lomellina» e dallo chef mortarese Franco Pisapia.
Questa sera, a partire dalle ore 21, presso il ristorante Sant'Espedito di Mortara gli amanti della storia gastronomica si daranno convegno per il secondo meeting dei tre previsti dall'originale progetto che mira a ridare valore ad alcuni prodotti desueti come il vino «celtico», il riso Americano 1600, il riso Gigante di Vercelli, aromi e spezie...
L'agronomo Luca Sormani, che nell'iniziativa è il ricercatore e l'ideatore, spiega: «Abbiamo tracciato un percorso grazie alle ricette medioevali lasciateci dalla beata Ildegarda; alcune lungimiranti aziende agricole lomelline hanno avviatole produzioni di cereali e vegetali d'antica matrice, le cui colture erano andate perdute. Con l'estro dello chef Pisapia abbiamo fatto il resto traducendo in cucina quelle antiche ricette, adattandole ai gusti odierni ed usando esclusivamente quei prodotti ritornate per incanto in auge...».
Il secondo appuntamento del «trittico medioevale» presenta un menù di assoluta originalità, commentato dallo stesso chef Pisapia e dal ricercatore Savini. Spiccano la mousse di violette (sec. XIV), il cosciotto di maiale con fichi al pepe (sec. XV), gnocchi di segale al burro e salvia, un dolce freddo di mele cotogne ed il boccale di vino speziato alla lavanda, rilassante «medicamento» di fine cena che risale ai ricordi del secolo XII. (p.c.)