Carabinieri nei secoli solidali

Come riportato dalla «Provincia pavese», nel primo pomeriggio di sabato 15 novembre ha preso il via la nona edizione del «Rally dei Vigneti», alle porte di Stradella. I tanti appassionati di questo sport sono assiepati ai lati del tragitto per veder sfrecciare i loro «bolidi», ma improvvisamente la vettura di un pilota subisce un guasto meccanico all'impianto frenante ed irrompe sui tifosi appostati dietro le transenne collocate a difesa del pubblico presente.
Alcune persone investite rimangono a terra e purtroppo una giovane ragazza morirà qualche ora più tardi per le gravi lesioni riportate. Tra i feriti c'è anche il nostro maresciallo dei carabinieri Giulio Sicignano, comandante della stazione di Corteolona, che in quel pomeriggio è addetto al servizio d'ordine.
A causa dell'impatto con la vettura, viene sbalzato a qualche metro di distanza e si ritrova a terra con una gamba ed una costola fratturate e diverse escoriazioni alle braccia ed al volto.
Trasportato all'ospedale di Stradella e sottoposto ad accertamenti radiologici, viene giudicato guaribile in un paio di mesi.
Il capitano Fogliani, comandante della compagnia Cc di Stradella, è tra i primi a far visita al sottoufficiale infortunato. Durante tutto il pomeriggio e nei giorni immediatamente successivi, è un continuo afflusso di conoscenti e soprattutto di colleghi, che vogliono dimostrare al maresciallo Sicignano tutta la loro vicinanza e solidarietà. Mi viene spontaneo affermare che l'Arma non sia solo «nei secoli fedele», ma anche «nei secoli solidale». Mi unisco alla solidarietà dimostrata al nostro maresciallo da parte dei colleghi, esprimendogli i più sentiti auguri di una pronta guarigione.
Mario MalinverniZerbo

Albuzzano, un cambio
d'indirizzo poco gradito

C'era una volta in Albuzzano un vicolo stretto angusto e defilato che portava il nome in dialetto italianizzato di «Stracciolo», memore probabilmente di una zona periferica del vecchio centro abitato. Chissà se C. Angelini ha mai percorso la sua parte più suggestiva e stretta; delimitata da un muro di mattonelle rosse (crollato alcuni anni fa e ricostruito in prefabbricato) dove, ricordo, fu organizzata una mostra estemporanea di pittura la terza domenica di ottobre (al di d'la festa) in uno degli anni Ottanta. Bene oggi quel vicolo si chiama via S. Pertini e via A. De Gasperi, omologato con la ormai diffusa abitudine di dedicare la toponomastica delle vie a personaggi politici, cosicchè ogni fazione politica vi si possa riconoscere. Non conosco i motivi di questa scelta nel voler cambiare il nome della via e mi auguro che vi siano ragioni serie e valide, considerando che questo comporta spreco di tempo e denaro ai residenti, costretti a cambiare indirizzo. Ma è sicuro che l'amministrazione comunale ha perso una occasione per condividere le proprie scelte con i cittadini (elettori) dando loro l'opportunità di esprimersi in funzione della loro appartenenza ad una comunità.
Enrico VecchioAlbuzzano