«Chiudete la Metalli Colombo»
PIEVE PORTO MORONE. «Ci sono sufficienti motivi di inaffidabilità dell'impianto e dell'imprenditore per arrivare alla revoca dell'autorizzazione e alla chiusura dell'impianto». I consiglieri Carlo Porcari (Ds) e Carlo Monguzzi (Verdi) hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Formigoni, e al presidente della Provincia, Silvio Beretta, lo stop definitivo della fonderia. Non solo. Il Comune di Pieve Porto Morone annuncia una dura battaglia legale contro piazza Italia.
Responsabile, a dire dell'amministrazione, di mancate risposte e silenzi. Ieri sera, invece, nel consiglio provinciale Giancarlo Mazza, con una question-time, ha chiesto una discussione urgente sull'argomento.
E' di nuovo bagarre politica attorno al caso della Metalli Colombo, dopo lo scoppio avvenuto giovedi scorso all'interno della fabbrica. I primi a scendere in campo sono stati Porcari e Monguzzi. «Questa ennesima lettera - si legge nella missiva inviata a Formigoni e Beretta - intende contribuire a porre la parola fine a una situazione insostenibile. I problemi sono i soliti. Da una parte la preoccupazione sanitaria per le gravi condizioni ambientali della zona, dall'altra la telenovela della fonderia». Sulla prima questione i consiglieri del centro sinistra chiedono che «venga avviata una seria indagine epidemiologica, come a Parona, Sannazzaro e la stessa Pavia, dove sono in corso studi e indagini approfondite» perchè a a Pieve sia fatta «una attenta verifica sulle criticità sanitarie e vengano individuate le cause rintracciabili non solo nelle attività attuali, ma anche passate». «Sulla seconda questione - proseguono i consiglieri del centro sinistra firmatari della lettera - siamo ad una drammatica farsa. La fonderia, giustamente osteggiata dai cittadini, è stata imposta dalle istituzioni che hanno speso fiumi di parole in promesse e assicurazioni. Ebbene questo impianto ha il primato degli incidenti e delle inefficienze. Più volta è bruciato il camino, continua a dare problemi di odori e di emissioni irritanti e nei giorni scorsi è scoppiata la caldaia. Non è più tollerabile pensare di controllare questo impianto cos' rischioso solo con la normale routine. Bisogna istituire una comissione speciale che veda la presenza di tutti gli enti preposti e di un tecnico di fiducia dei cittadini. Per controllarne tutte le fasi, di giorno e di notte». Per il centro sinistra del Pirellone, in ogni caso c'è d'avanzo per chiedere la chiusura della fonderia a causa della sua «inaffidabilità» non solo dell'impianto «ma anche dell'imprenditore» titolare dell'autorizzazione.
Anche il Comune intanto torna alla carica. Dopo aver chiesto interventi seri per il controllo dell'attività della Metalli Colombo, il vice sindaco, Danila Renzi, ha preannunciato azioni legali contro la Provincia per «i ritardi e le mancate risposte nella richiesta di documentazione».