Piano regolatore, da oggi è legge di Pavia
PAVIA. Una giornata storica, lo si può ben dire: da ieri mattina il nuovo Piano Regolatore Generale è formalmente operativo, è legge della città di Pavia. Infatti, sul «Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia», è stata pubblicata la delibera di giunta nella quale, citiamo, «si approvano le proposte di modifica del Piano Regolatore Generale del Comune di Pavia, come indicate in premessa».
Dopo 27 anni.
Il precedente Piano regolatore (era sindaco Elio Veltri) risale al 1976 e, almeno dalla fine degli anni Ottanta, aveva mostrato di non reggere più al passo dei tempi, all'evoluzione e ai cambiamente del territorio. Ma dal 1990 scontri politici, veti incrociati, crisi politiche e persino inchieste giudiziarie avevano impedito che Pavia avesse un nuovo, indispensabile strumento urbanistico. Nel 1996, con l'insediamento della giunta guidata da Andrea Albergati, si era promessa una «rapida approvazione» del nuovo Prg, ma rapida non è stata. Comunque sia, dopo quasi otto anni, si volta pagina. Che questo Piano regolatore, il cui merito va in gran parte al precedente assessore all'Urbanistica, Lorenzo Rampa, piaccia o non piaccia, che sia un «disastro» (come dice Rifondazione), ora non conta più. E', appunto, legge della città di Pavia. E da oggi, ci si può presentare a Palazzo Saglio, sede degli uffici urbanistici, e chiedere il permesso per costruire. Ovviamente, non tutto è cosi semplice.
Espansione in periferia.
«Fuori» dal Prg, infatti, troviamo alcune importanti operazioni urbanistiche. Le più corpose. Ad esempio il recupero di tutte le aree dismesse (che dovrebbe avvenire tramite i Programmi integrati di intervento) oppure quelle lottizzazioni di portata notevole che richiederanno procedure complesse, con piani di intervento. Per il resto, piccoli e grandi imprenditori, proprietari di terreni o di immobili da recuperare, potranno finalmente costruire, cercando - ma sarà un processo lento - di porre rimedio all'aumento clamoroso dei prezzi al metro quadro (circa il 30% negli ultimi quattro anni). Dove? In particolare ad est e a ovest della città, le aree di maggior espansione edilizia.
La giunta esulta.
«Da oggi - conferma l'assessore all'Urbanistica, Cesare Bozzano - qualunque cittadino o operatore può presentare le proposte: avere questo fondamentale strumento urbanistico è un fatto storico. Naturalmente, avendo approvato il 21 luglio scorso le modifiche proposte dalla giunta regionale, adesso ci troviamo, per le norme tecniche di attuazione, con degli articoli da rivedere. Interverremo rapidamente con proposte integrative che completino i temi cassati dalla Regione come, ad esempio, l'articolo 36 sulla perequazione. Ma quello che conta è che il Prg è operativo, che lo strumento urbanistico al quale siamo giunti, anche se un po' faticosamente, è la migliore garanzia di equità e democrazia per tutti i cittadini, è lo strumento che garantisce le regole in campo urbanistico e tutti i cittadini di Pavia sono nelle condizioni di capire che cosa o come si deve realizzare nei vari punti della città. Questo vale per i piccoli interventi, che sono la stragrande maggioranza, come per quelli di maggior portata».
Un grazie a Rampa
«Questa mattina - racconta Bozzano - la prima persona che ho avvertito della pubblicazione del Prg è stato il sindaco, la seconda Lorenzo Rampa (ex-assessore all'Urbanistica, ndr), uno degli artefici di questo Piano. Ritengo sia giusto ringraziarlo pubblicamente, come vanno ringraziati gli uffici del Comune: per quello che posso testimoniare, hanno fatto tanto per dimostrare che Pavia era all'altezza di questo Piano Regolatore, insomma che se lo meritava».
I prezzi delle case.
In qualche modo, da oggi, gli operatori immobiliari non hanno più scuse. Molti di loro, non tutti, hanno vissuto un periodo d'oro in assenza del Prg, vendendo a prezzi sempre più alti quel poco che restava e quel pochissimo che si poteva costruire. Anche i privati, proprietari di case datate dieci o vent'anni, ci hanno giocato, mettendo sul mercato alloggi popolari (o molto simili) ai prezzi del nuovo. E con la fame di case che c'è stata in questi ultimi cinque-dieci anni, di soldi ne hanno intascati parecchi. Ora cambierà tutto? Non speriamoci troppo: è probabile che gli imprenditori cercheranno di fare «cartello», di non costruire tutto il costruibile, in modo da impedire che il mercato sia realmente calmierato. Ci sarà, poi, anche una corsa a chi, per primo, metterà sul mercato nuove case, visto che il Prg prevede una grande espansione urbanistica, ma nell'arco dei prossimi dieci anni.
Il rischio dei ricorsi.
Per rovinare la festa, ieri le opposizioni di centrodestra hanno ricordato che la Regione, in qualche modo, ha preso le distanze da quelle decine e decine di emendamenti al Prg che, secondo loro, furono l'oggetto del «mercato» politico, la merce di scambio per l'approvazione del Piano. Il che significa che, nel futuro, qualche privato potrà ricorrere al Tar per far annullare quella parte di Prg approvata attraverso il singolo emendamento.