L'addio dei paesi alle 19 vittime


MILANO. Ancora migliaia di persone, picchetti d'onore, fiori dai balconi, ancora interminabili applausi mescolati ai singhiozzi davanti alle bare, ma soprattutto loro: le mogli, le madri, i figli, le loro lacrime, il loro strazio che si rinnova, i loro occhi rivolti al cielo a chiedere «adesso guidaci da lassù» come ha supplicato la piccola Martina al suo papà, il maresciallo Trincone.
Dopo i solenni funerali di Stato, ieri per le vittime di Nassiriya è stato il giorno degli addii a casa.
In cinquemila hanno invaso il piazzale del Santuario di San Gennaro a Pozzuoli per l'addio al maresciallo dei carabinieri Alfonso Trincone. Altri tremila erano a San Vitaliano per il vicebrigadiere Giuseppe Coletta.E tra i numerosi messaggi quello del vescovo di Nola: «Come Cristo ha sopportato il peso della croce cosi Giuseppe ha portato la sua». E a Casavatore chiesa gremita anche per Pietro Petrucci, ventiduenne caporal maggiore, la più giovane delle vittime. In Sicilia quattromila persone hanno salutato a Monreale l'appuntato dei carabinieri Domenico Intravaia. «Rimarrai il nostro angelo custode» ha detto il figlio di 16 anni. E almeno 2.500 hanno reso omaggio al vicebrigadiere Ivan Ghittia San Fratello, nel Messinese. Altre tremila persone a Carlentini (Siracusa) sono rimaste in strada perché la chiesa era stracolma per l'addio al caporalmaggiore Emanuele Ferraro. A Messina in oltre cinquemila hanno partecipato ai funerali del maresciallo maggiore Alfio Ragazzi. «Questi 19 eroi - ha ricordato l'arcivescovo Marra - sono samaritani di pace». A Catania un lungo applauso ha accolto nella cattedrale il carabiniere scelto Horacio Majorana. E tra i messaggi anche quello di un bambino di 7 anni: «Il giorno del mio compleanno, non festeggerò e lo dedicherò a voi che siete morti anche per noi». Migliaia le persone arrivate a Trepuzzi (Lecce) per l'addio al caporale Alessandro Carrisi. Sulla bara la maglia del Lecce, sua grande passione. A Novara una folla interminabile ha sfilato davanti al feretro del tenente Massimo Ficuciello. A Livorno in oltre duemila hanno salutato il maresciallo Enzo Fregosi. È stato poi il vescovo di Savona a celebrare a Finale Ligure, davanti a duemila persone, i funerali del maresciallo Daniele Ghione. A Pergola (Pesaro) la vedova di Marco Beci, l'esperto di cooperazione, ha rivolto il suo pensiero «ai parenti delle altre vittime che saranno sempre nel mio cuore». Almeno 1500 persone hanno reso poi omaggio a Rivalta (Torino) all'appuntato Andrea Filippa. E Nizza Monferrato (Asti) si è stretta attorno ai famigliari del maresciallo Giovanni Cavallaromentre nell'omelia veniva citato Bob Dylan: «Quando tutta la gente del mondo avrà la sua libertà?». In Sardegna in più di diecimila hanno salutato il maresciallo Silvio Olla: «Per l'Italia è un eroe, per Dio è un beato». «Ciao grande eroe»: cosi la moglie del carabiniere Massimiliano Brunoha dato l'estremo saluto al marito a Civitavecchia. E oggi a Viadana (Mantova) si svolgono i funerali del maresciallo Filippo Merlino.

Monica Viviani