Bush: «Anche con la forza, l'Iraq diventerà democratico»


LONDRA. «La storia ha dimostrato che in alcuni momenti le nazioni devono ricorrere alla forza per difendere la pace e i valori della democrazia». Il presidente statunitense George W. Bush ha giustificato ieri a Londra l'intervento militare angloamericano in Iraq, assicurando che le truppe della coalizione non si ritireranno di fronte alle minacce portate avanti dal terrorismo.
Nel discorso pronunciato alla «Banqueting House» di Whitehall dinanzi a numerosi esponenti della la classe dirigente del Regno Unito, l'ospite ha evocato «le grandi responsabilità che pesano sulle grandi democrazie». Come era già avvenuto nel secolo scorso, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno dovuto intervenire per evitare che un regime di violenza seminasse il caos nel mondo. «Nessuno può oggi sostenere che l'Iraq vivesse meglio sotto la dittatura di Saddam Hussein». La «missione angloamericana» prescinde da motivi d'interesse perché è ispirata dal «comune sacrificio al servizio della libertà e della pace». Bush ha voluto rendere onore alla memoria dei caduti britannici in Iraq affermando che il Regno Unito è «il miglior partner al quale gli Stati Uniti possono rivolgersi con assoluta fiducia nei momenti difficili».
Bush ha poi ‘bacchettato' Israele per la costruzione del muro intorno alla Cisgiordania, e ha chiesto ai leader europei di «evitare» Yasser Arafat. «Israele dovrebbe congelare la costruzione degli insediamenti, smantellare gli avamposti illegali e porre fine alle umiliazioni inflitte quotidianamente al popolo palestinese, oltre a non pregiudicare la conclusione dei negoziati con la costruzione di muri e barriere». Secondo il presidente statunitense, i palestinesi dovrebbero d'altro canto adottare un approccio pacifico nei rapporti con Israele, mentre le nazioni arabe dovrebbero smetterla di incitare all'odio nei confronti di Israele e porre fine al finanziamento dei gruppi terroristici. «I leader europei», ha aggiunto, «dovrebbero ritirare ogni appoggio e favore a ogni governante palestinese che inganna il proprio popolo e tradisce la sua causa».
I tre pilastri su cui la politica della coalizione operante in Iraq continuerà a svilupparsi sono: un forte sostegno delle alleanze, il riconoscimento che l'uso della forza è talvolta necessario e il dovere delle nazioni democratiche di estendere la democrazia nel resto del mondo. Bush ha esplicitamente esortato i Paesi occidentali e i Paesi arabi moderati a non appoggiare un governo palestinese che non rinunci all'uso della violenza per affermare la sua esistenza.
Durante la prima giornata della visita londinese il presidente ha incontrato nella sede dell'ambasciata Usa i congiunti dei 67 cittadini britannici che trovarono la morte nell'attacco terroristico contro le torri gemelle di New York. Questo incontro avrebbe dovuto svolgersi all'aperto dinanzi al memoriale di quella tragedia eretto in Grosvenor Square, ma motivi di sicurezza ne hanno consigliato lo spostamento all'interno della rappresentanza diplomatica.
Le lacune dei servizi di sicurezza britannici sono state clamorosamente denunciata ieri mattina dal «Daily Mirror». Un reporter ventiseienne di questo giornale era riuscito a farsi assumere due mesi fa come valletto della famiglia reale senza svelare la sua vera professione.
Per oggi è intanto annunciata l'imponente manifestazione di piazza che attirerà nel centro di Londra circa centomila dimostranti.

Luigi Forni