Massimo fuori dal tunnel: sta bene
MORTARA. Massimo, lo studente mortarese per il quale lo scorso inverno la Lomellina si era mobilitata, è stato dimesso dall'ospedale di Houston, dove lo scorso settembre è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento di trapianto, e presto rientrerà in Italia. Le condizioni del ragazzo, che solo i chirurghi americani hanno accettato di operare, sono in netto miglioramento.
Massimo dovrà trattenersi ancora qualche giorno negli Usa, seppur dimesso, per terminare la terapia e sottoporsi agli ultimi controlli. Intanto il «Comitato per Massimo», costituitosi su iniziativa di una insegnante dello studente per raccogliere e gestire nella massima trasparenza i fondi, ha reso noto l'importo per le spese mediche sostenute presso il St Luke's Episcopal Hospital del Texas Heart Hospital. Complessivamente sono stati versati 208.788 euro che hanno coperto il periodo di preparazione all'intervento fra maggio e luglio ed un primo acconto per il trapianto. Resta da versare ancora una significativa somma, almeno 500 mila euro, a saldo per l'intervento e l'ultimo periodo di ricovero, che almeno in parte sarà coperta dall'intervento del servizio sanitario nazionale.
Fra le voci di spesa da considerare anche gli oltre 22 mila euro utilizzati per garantire a Massimo la presenza della mamma accanto a lui nel periodo della lunga degenza.
«Tutte le spese di gestione relative al comitato stesso, dalle telefonate, ai viaggi, ai contatti con medici e legali, ai volantini - precisa la portavoce del Comitato stesso Chiara Vercesi - non sono state pagate con i soldi raccolti ma sono state sostenute dai membri del comitato stesso».
Complessivamente sono entrati nelle casse del'Comitato per Massimo' 232.616 euro.
«Prima di stendere il bilancio definitivo - continua la portavoce - si attende la vidimazione consolare delle fatture ospedaliere ed il rientro della mamma di Massimo che fornirà le pezze giustificative, rendendo conto del denaro versato a lei direttamente»
Il bilancio verrà reso pubblico e inviato agli enti, ditte, associazioni ed istituti che maggiormente si sono impegnati a favore di Massimo.
«L'elenco sarebbe lunghissimo - conclude Chiara Vercesi - per tutti voglio citare la scuola Ciro Pollini e don Gregorio con i fedeli del santario delle Bozzole, autentici motori della mobilitazione che si è determinata a favore del ragazzo».