Lardirago e Finanziaria: «Tagli assurdi»

LARDIRAGO.Un taglio dei trasferimenti pari al 19,87 per cento, vale a dire circa 54.000 euro in meno: a tanto ammonta la quota che il comune di Lardirago perderà a seguito della Finanziaria 2004, che per i bilanci dei piccoli comuni si sta rivelando un vero e proprio flagello. E Lardirago di abitanti ne conta a malapena mille: «Questa manovra - esordisce il sindaco Luigi Cella - è politicamente insensata e vanifica gli sforzi degli enti locali che fanno di tutto non solo per garantire ai cittadini i servizi di base, ma anche per offrirne di nuovi e migliori».
Lo sfogo del sindaco trova la sua giustificazione nel fatto che per i conti di un piccolo comune 54.000 euro in meno si fanno sentire: «Sono a rischio - continua Cella - i servizi essenziali: penso all'assistenza sociale o alla necessità propria della stagione in corso di provvedere allo sgombero della neve. Verrebbe da dire che l'unico taglio che il governo non ha fatto, è, a differenza di quanto aveva promesso, quello delle tasse. Ai piccoli comuni non resta che aumentare le imposte o eliminare i servizi».
Un aut-aut che va a tutto svantaggio dei cittadini: da qui l'appello lanciato da Cella a tutti gli amministratori dei piccoli comuni. «Dobbiamo stringerci attorno all'Anci - conclude il sindaco - e unire le nostre forze per far modificare questo provvedimento. Non è un discorso di appartenenza politica, ma di sopravvivenza delle piccole realtà locali». (m.u.)