«Casa di riposo, statuto da rivedere»
VOGHERA. Tra i mugugni di una parte della maggioranza e le polemiche aperte in seno all'opposizione, la vicenda della casa di riposo arriva in consiglio comunale. Ci approderà martedi prossimo, quattro giorni dopo la cerimonia ufficiale di posa della prima pietra della nuova Pezzani. Un progetto sul quale l'amministrazione ha puntato molto, un progetto che di fatto dà il via alla costruzione di una struttura che la città aspetta da trent'anni. E le polemiche, allora? Quelle riguardano il futuro: la gestione della casa di riposo dalla quale dipenderanno, fondamentalmente, le rette e i costi a carico degli ospiti e delle famiglie.
In maggioranza il dissenso rispetto allo statuto corre sottotraccia e non è detto che lo statuto cambi arrivando in aula. Lo scontro forte, però, è interno alla minoranza. A chiedere di portare in aula la vicenda casa di riposo è stata l'opposizione: Rifondazione, Antonella Dagradi e l'ala sinistra dei Ds avrebbero voluto portarcela prima della posa della prima pietra.
La Margherita e i socialisti si sono riuniti per discuterne e nel frattempo sono saltati i tempi tecnici per convocare il consiglio prima del 21 novembre. La sinistra dell'opposizione l'ha presa male.
Alla fine tutto il centrosinistra ha chiesto il consiglio, ma Rifondazione e la Dagradi non hanno firmato la richiesta: ne condividono il senso, ma la frattura ormai è aperta. Antonella Dagradi, in particolare, aveva chiesto le dimissione di Giovanni Inglese dal Cda della Pezzani: come unico rappresentante dell'opposizione, avrebbe dovuto votare contro la scelta di trasformare l'Ipab in fondazione. Inglese risponde e rilancia chiedendo a sua volta le dimissioni della Dagradi dal consiglio comunale.
«Non io, ma la legge ritiene legittima la forma della fondazione - spiega Inglese -. Diverso è il giudizio politico sulla opportunità e adeguatezza della fondazione rispetto ai fini che ci si propone: avrei preferito, ed è a verbale, una azienda di servizi alla persona e diverse regole statutarie. Ma visto che il Cda ha scelto l'altra ipotesi prevista dalla legge, non mi è rimasto che prenderne atto. Del resto il Cda ha il compito di gestire al meglio il servizio, mentre le linee di indirizzo devono essere dibattute in consiglio comunale. Fin dal gennaio 2001 i gruppi del centrosinistra avevano suggerito una diversa localizzazione e proposto una ipotesi societaria tra Comune e Ipab per la gestione della nuova struttura. Chi oggi si straccia le vesti non ha mai mostrato interesse per tali proposte. Pertanto sono io, oggi, a chiedere se non sia il caso che la Dragradi si assumano le loro responsabilità di fronte agli elettori rimettendo il mandato». (s. ro.)