"Ambleto": uno strepitoso omaggio del Piccolo Teatro a Giovanni Testori

MILANO.L'omaggio a Giovanni Testori che il Piccolo Teatro ha inserito nella propria programmazione si conclude con Ambletonella versione ormai 'cult", poetica e dissacrante, di Federico Tiezzi (in scena al Teatro Studio fino al 30 novembre). Scritta con quella lingua inventata, raffinatissima, genialmente peculiare, insieme antica e nuovissima, solenne e quotidiana, sacrale e blasfema, dolce e feroce, l'opera porta in scena una scalcinata compagnia di guitti, gli Scarrozzanti, che tentano di rappresentare l''Amleto", forse in un teatrino cadente o nel frastuono di una fiera paesana, riambientandolo in una Elsinore della bassa lombarda, tra «i regni di Camerlata e Lomazzo», confondendo la propria identità con quella degli eroi o anti-eroi della vicenda ed accoppiando al rimpianto per i passati tempi migliori la volontà inesausta di continuare la recita: come possono, ad ogni costo. E, allora, il teatro prende a confondersi con la vita, e i sentimenti dei personaggi cedono sempre più di frequente il passo a quelli degli attori. La regia di Tiezzi regala una grande lettura visionaria dell' Ambleto, che diventa uno spettacolo di sottile intelligenza stilistica, chiamando a raccolta vari generi espressivi (dal varietà al melodramma alla tragedia più alta) per amplificare lo spirito e il travaglio dei protagonisti, che si muovono all'interno di un ironico balletto di bare tra tende di velluto rosso e d'oro. Sul palcoscenico ci sono Iaia Forte, dolorosamente smarrita nell'infelice Lofelia in abito bianco da sposa che scoppia nella follia al suono di un valzer di Strauss e sguaiata, plebea, sensuale ed istintiva reina Gertruda; Massimo Verdastro che dà smalto avaspettacolistico a Polonio e un taglio grottesco e turpe ad Arlungo, l'usurpatore; Alessandro Schiavo che incarna con scioltezza, scrupolosità e sensibilità il Franzese; Andrea Carabelli e Francesca Della Monica. Ma su tutti spicca l'eccezionale Sandro Lombardi, narratore e personaggio, dolorosa ma ironica maschera che dona alla figura dello scarrozzante con bombetta e frac un'identità fantastica, dando la cifra a tutto lo spettacolo. (f.cor.)