«L'Italia non rinunci a combattere il terrorismo»
ROMA.Una preghiera del Papa per i diciannove caduti di Nassiriya. Giovanni Paolo II, salutando i vescovi italiani riuniti ad Assisi per l'assemblea generale della Conferenza episcopale, ha affidato «al Signore gli italiani che sono caduti in Iraq, compiendo il loro dovere al servizio di quelle popolazioni».
«Mi unisco spiritualmente a voi - continua Giovanni Paolo II - per invocare il dono della pace sull'umanità tormentata da tanti sanguinosi conflitti».
Giovanni Paolo II ha anche guardato all'Italia com'è oggi. Il Paese, scrive il Papa, continua «a essere travagliato da vari problemi e contrasti, mentre non è ancora del tutto estirpata la mala pianta del terrorismo politico». Alla preghiera del Papa si è aggiunta l'esortazione del cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, che oggi celebra i funerali dei caduti. «Non possiamo rinunciare - ha detto Ruini come italiano - all'impegno fermo e vigoroso nella lotta al terrorismo, facendo fronte fino in fondo agli obblighi che derivano dalla solidarietà internazionale e ancor prima dalla nostra storia e dalla nostra cultura».
La posizione ferma espressa da Ruini non esula dalla ricerca della pace. Anzi. «Dobbiamo, con non minore coerenza e determinazione - ha aggiunto - operare per costruire o ristabilire nel mondo, e oggi in particolare nei rapporti con i popoli islamici, condizioni di pace, di rispetto reciproco e anche di sincera collaborazione».
Camminare su questa strada significa, secondo il cardinale Ruini, pensare agli «interessi veri e durevoli del nostro Paese e dell'intero Occidente» e più profondamente all'«anima stessa della nostra civiltà».
Chiare le parole di Ruini sul conflitto in Iraq. «Non possiamo nasconderci la grande difficoltà della situazione - ha continuato il presidente della Cei - sia per quanto riguarda le possibilità di pacificazione in Iraq e l'assicurazione dei diritti fondamentali di quelle popolazioni, sia in rapporto al ruolo dell'Italia». Questo perché «fin dalle prime avvisaglia - ha detto ancora - il conflitto in Iraq è stato, anche all'interno del nostro Paese, motivo di forti perplessità e contrapposizione». (l.v.)