«Alle finestre un tricolore per i caduti»
VOGHERA.Domenica sarà la giornata di lutto che la città dedica alla memoria ei caduti di Nassirya. Alle 11.30, in duomo, monsignor Gianni Captini celebrerà una messa in memoria delle vittime alla quale parteciperanno il sindaco con tutta la giunta, le forze dell'ordine e i rappresentanti delle associazioni cittadine. Ai vogheresi il sindaco Aurelio Torriani chiede di esporre il tricolore alla finestra in segno di rinoscenza per il sacrificio degli italiani in Iraq. Sabato pomeriggio, in piazza duomo, il circolo vogherse di An organizzerà una raccolta di firme da inviare ai capi di stato maggiore della difesa e dell'esercito e al comando generale dell'Arma. «Un'iniziativa che sentiamo come dovere morale prima che politico - spiega il responsabile vogherse di An, Attilio Baglio -. I militari e i civili pronti al sacrificio meritano la riconoscenza di tutta la popolazione. Anche attraverso una semplice raccolta di firme». La strage di Nassiriya ha, evidentemente, un forte impatto sulla politica. Da tutti gli schieramenti arrivano prese di posizione: univoche nella riconoscenza al sacrificio dei militari italiani, diverse nelle conclusioni che invitano a trarre.
«La Lega esprime solidarietà alle vittime, all'esercito e ai carabinieri - spiega il segretrio del Carroccio Alberto Campanella -. Il dollore, però, non può indurci a trascurare il fatto che l'attentato di Nassirya è il sintomo di una situazione che va deteriorandosi ogni giorno di più. I rapporti tra alcune aree del mondo e tra comunità religiose stanno vivendo un momento tra i più difficili. Vogliamo illuderci che questa constatazione possa spingere ad una riflessione chi ha imboccato la via di sempre maggiori diritti a gruppi estranei alla nostra cultura».
«Il primo pensiero va ai familiare elle vittime di una grande e assurda tragedia - commenta Sergio Vitellini di Rifondazione -. Ma la solidarietà e il dolore non possono esimerci da richiamare quello che affermiamo da sempre: l'invio del contingente italiano ha di fatto trasformato il nostro Pese in una potenza belligerante. Riteniamo irresponsabile e immorale mettere in gioco la vista dei nostri giovani mandati in Iraq contro la volontà del popolo italiano a sostegno della guerra di Bush».
«Solidareietà alle vittime - conclude il segretario Ds Giuseppe Arienta - e dolore per un attentato vile, diretto contro i carabinieri che anche in Iraq stanno dimostrando di essere soldati di pace. Ma anche la conferma che la guerra preventiva non serve. Non serve in primo luogo a battere il terrorismo».