Il silenzio sulla fonderia

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ha ferito nessuno, ma ha solo provocato danni materiali. Un episodio che ha giustamente creato allarme e che si ricollega automaticamente a quanto avemmo a denunciare nel maggio scorso a proposito di una visita di tecnici e politici dell'Amministrazione provinciale incaricata di indagare e fare luce su problemi e problemini di questa struttura che noi battezzamo «fonderia dei misteri'. Forse i nostri lettori non ricorderanno, ma questa denuncia creò irritazione alla Provincia per il fatto che noi definimmo «passeggiata» quella che doveva essere una visita finalizzata ad accertare le eventuali lacune strutturali di questa azienda e a verificare la fondatezza delle mille denunce e segnalazioni fatte dagli abitanti di Pieve. Ebbene, durante la riunione del consiglio provinciale non si trovò di meglio che rispondere in maniera stizzita alla segnalazione del nostro giornale senza esprimere una sola parola per dare risposta ai cittadini. Da allora solo silenzio o, almeno, non ci risulta che qualcuno abbia preso l'iniziativa di fare chiarezza. Difendere chi produce e offre lavoro è giustissimo, ma sempre nella chiarezza e nella trasparenza. La fonderia inquina? I suoi impianti sono a norma? Quanti sono gli occupati? Cosa produce esattamente? Tutti interrogativi legittimi rimasti senza risposta. Gli unici segni di vita arrivano da sporadici e inquietanti fenomeni osservabili al di qua del muro di cinta, una fumata, una nuvoletta di aria irrespirabile e adesso uno scoppio. Francamente ce n'è abbastanza per dire basta e sospettare. Pensiamo male? Se è cosi, c'è solo un modo per dissipare i dubbi. Da maggio ad oggi è passato parecchio tempo e se politici e tecnici hanno fatto il loro lavoro, lo rendano noto. Noi siamo pronti ad ospitarli in qualunque forma. Ma per favore che parlino e spieghino evitando altre reazioni stizzite e parole indignate. Non ne ne abbiamo bisogno noi e soprattutto non ne hanno bisogno i cittadini. Altro fumo non serve, basta e avanza quello della fonderia.
Roberto Galli