Tanto verde e relax

La Val Curone è una valle verde, ampia e rilassante che, seguendo il corso del torrente omonimo, congiunge Tortona fino al termine della provincia di Alessandria a quelle cime dell'Appennino che, nella storia, si incontrano insieme ai tanti percorsi del Sale, alle marce dei viandanti medievali ed alle scorribande delle soldatesche rinascimentali.
Da Caldirola, partono percorsi di trekking con un panorama impagabile: una serie innumerevoli di valli maggiori e minori, di torrenti, di paeselli più o meno grandi e scoscesi, di cime lontane si stende ai nostri piedi e sulla linea dell'orizzonte è possibile scorgere a sud il mare e, a nord, al di là della leggere foschia sotto la quale si nasconde la pianura, le Alpi.
Lungo le rive del torrente Curone, dalle sorgenti del monte Chiappo sino alla confluenza con il Po, sono sorti, nel corso della storia, 30 mulini.
Solo 4 sono attualmente visitabili. Si tratta di quelli di di Momperone, San Sebastiano Curone, Gremiasco e Fabbrica Curone: degli altri invece non resta che la struttura o qualche traccia muraria.
In val Curone merita una visita il borgo di Lunassi, frazione di Fabbrica Curone, un piccolo e suggestivo paese immerso nel verde dell'alta Val Curone.
Grazie al serio e continuo impegno dei suoi abitanti e alla grande volontà dei soci del «Circolo Lunassese» questa comunità si presenta oggi come una delle frazioni più accoglienti. All'interno del paese sorge il «Museo della Civiltà Contadina», visitato tutti gli anni da migliaia di turisti e villeggianti.
È articolato in 26 sezioni con almeno 300 reperti esposti. Si possono ammirare attrezzi domestici, agricoli ed artigianali, antichi macchinari, oggetti e documenti che testimoniano usanze e tradizioni dei nostri avi.
Dopo San Sebastiano, centro principale della Val Curone, salendo di qualche chilometro all'interno, le colline si fanno più ripide e le colture si trasformano in boschi di rovere e castagni, ma soprattutto si viene a creare quella micro zona ideale per la crescita dei funghi porcini e dei tartufi bianchi e neri che per dieci mesi l'anno si possono trovare dai vari cercatori, ora organizzati anche in consorzi.