Necchi, profondo rosso Il finanziamento slitta

PAVIA. Un perdita di 6,9 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 3 milioni dello scorso anno. Un fatturato ridotto ad appena 6 milioni di euro. Un indebitamento cresciuto a 43,2 milioni di euro. Sono le cifre della trimestrale della Necchi spa (al 30 settembre scorso): numeri pesantissimi, che richiamano ancora una volta la necessità di ricapitalizzare subito la società, pena il suo tracollo. Ma ieri il consiglio di amministrazione ha preso altro tempo: la nuova data è quella del 15 dicembre.
Intanto è stata già fissata l'assemblea straordinaria degli azionisti, per il 19 e il 24 gennaio 2004 in prima e seconda convocazione. L'assemblea, se tutto andrà come previsto dalla società, dovrà approvare da un lato la riduzione del capitale sociale (a copertura delle perdute cumulate al 30 settembre), e quindi all'aumento del capitale stesso per effetto del finanziamento, fino a 32 milioni di euro, atteso dal fondo Le modalità sono «ancora da definire - dice una nota della Necchi - ma tali da comportare obblighi di Opa a carico del sottoscrittore». Di questo finanziamento, vitale per la continuità della Necchi, si parla ormai da giugno. Sarebbe dovuto arrivare già a luglio, ma poi di rinvio in rinvio si è giunti al prossimo 15 dicembre come ultima data utile. Secondo i piani il finanziamento dovrebbe essere poi convertito in quota del capitale sociale.
Ieri il cda di Necchi ha anche esaminato la relazione al 30 settembre che ha recepito «ulteriori svalutazioni sulle partecipazioni». Il risultato operativo lordo è stato negativo per 3,8 milioni di euro. La società di viale Repubblica aggiunge che «i conteggi non includono le società controllate da Nolitel Italia che al 30 settembre avevano consuntivato un fatturato di 5,4 milioni di euro e una perdita di 1,130 milioni». L'attività del terzo trimestre 2003 «è quasi esclusivamente riferita al settore delle macchine per cucire ad uso famiglia, oltre all'attività holding della capogruppo». L'indebitamento finanziario netto (43,2 milioni) è «comprensivo del prestito obbligazionario scadente il primo maggio 2005 per 15,327 milioni. A questo indebitamento di contrappone una disponibilità di 3,186 milioni rappresentata da prodotti assicurativi e bancari posti a garanzia dei finanziamenti in essere». Il cda ha poi ribadito «la delicatezza del momento, in funzione di quanto dichiarato e rappresentato dal procuratore del fondo Ventura, che ha illustrato le modalità e i termini dell'intervento di ricapitalizzazione che prevede l'erogazione di un finanziamento ponte di 32 milioni». (l.si.)