Caro affitti: i canoni continuano a salire
PAVIA. Per fotografare il mercato degli affitti a Pavia basta un esempio. Lo scorso giugno, i sindacati degli inquilini e le associazioni dei proprietari immobiliari hanno sottoscritto un accordo. Il documento, valido per tre anni, fissa minimi e massimi dei canoni di locazione. Ad oggi quei limiti sono stati ampiamente superati dal mercato. Per fare un esempio, l'Area 3 (Mirabello, Scala, Vallone) dovrebbe avere, per un monolocale, affitti compresi tra 191 e 275 euro mensili, aumentabili al massimo del 25 per cento. In realtà trovarne uno a meno di 400 euro ha del miracoloso.
«Purtroppo il canone di mercato ha reso questo accordo quasi superato», ammette Pietro Perotti, dell'Unia-Uil. I motivi sono molteplici. Innanzi tutto il mercato è «drogato» dalla presenza di 21.000 studenti universitari. La domanda costante, quindi, fa si che l'offerente possa tranquillamente ritoccare i prezzi verso l'alto. Secondo le associazioni di categoria, negli ultimi anni (soprattutto a partire dall'introduzione dell'euro) si sono avuti rincari medi del 20 per cento, con punte del 30. Impennate che non possono giustificarsi nemmeno calcolando l'inflazione sulla durata di un contratto standard (quattro anni più quattro). Una seconda motivazione risiede nel fatto che l'edilizia popolare è rimasta, per molti anni, bloccata. Non si sono costruiti nuovi alloggi, tant'è che i soggetti in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio di edilizia popolare sono oggi compresi tra le 600 e le 700 unità. A fronte di tale situazione, il mercato ha subito un brusco rallentamento. «Se parliamo del centro storico - spiega Terenzia Galvidell'immobiliare 'Primo piano", in corso Carlo Alberto - un monolocale costa mediamente sui 450 euro al mese. Due anni fa, il canone medio per lo stesso immobile era di 700.000 lire. C'è stato un aumento, anche se la stima del 20 per cento mi pare eccessiva. A Pavia il mercato risente, oltre che della presenza degli universitari, anche del Policlinico e di alcune multinazionali». A conferma dell'importanza rivestita dagli studenti, la titolare dell'agenzia ammette che i canoni subiscono un calo nel periodo compreso tra aprile e maggio, quando, cioè, la domanda da parte degli universitari scende. Secondo Giuseppe Carotenutodi «Soloaffitti», in Strada Nuova, gli studenti sceglierebbero strade alternative all'agenzia nella ricerca di un alloggio. «Negli ultimi due mesi i contratti stipulati con studenti non sono stati più di tre. I prezzi medi? Dai 400 euro del monolocale ai 600 del bilocale. Purtroppo, da quando sono subentrati i patti in deroga, i proprietari pretendono di fare ciò che vogliono. Le faccio un esempio: un trilocale affittato a 800 euro mensili con il proprietario che pretendeva di tenere per sè una delle tre stanze».
Spostandosi in zone meno centrali, la musica non cambia. Marilena Resta, della «Borgo immobiliare» in via dei Mille, dice di avere affittato «un bilocale arredato, un mese fa, a 530 euro mensili. Confermo il rincaro medio annuo del 20 per cento. Un bilocale che, cinque anni fa, costava sulle 300-400.000 lire al mese oggi non viene meno di 450 euro. Purtroppo, anche in questo settore, molti hanno operato l'equazione '100.000 lire uguale 100 euro". E i rincari riguardano anche la zona di San Martino che, essendo più servita dai mezzi rispetto alla periferia nord, ha visto aumentare i canoni». Stesso discorso a Città Giardino. Cesare Schiapellidi «Casamica», in via Scaramuzza, afferma: «Le richieste sono comunque sempre maggiori delle offerte. Nella nostra zona un bilocale costa, mediamente, 400 euro al mese. Una delle divisioni fondamentali, però, è quella tra i proprietari che affittano solo a studenti e quelli che, invece, non ne vogliono sentire parlare. Con gli studenti, i proprietari possono spuntare prezzi più alti. E poi, dopo tre o quattro anni, lasciano libero l'alloggio». Un rapido sguardo alle inserzioni pubblicate sui giornali conferma i dati raccolti nelle agenzie. Si va dal monolocale di piazza Duomo a 420 euro, al bilocale in zona stazione a 580 euro, ovviamente spese escluse. Frugando negli archivi, il 5 settembre 1999 un'agenzia offriva un monolocale arredato e in centro storico a 470.000 lire mensili. Per un bilocale in viale Partigiani «bastava» pagare 600.000 lire. L'ultima riflessione riguarda la somma da corrispondere al momento della firma del contratto. La formula standard è tre mensilità a titolo di deposito cauzionale, tre mensilità di anticipo e circa il 10 per cento dell'importo annuo all'agenzia immobiliare. Ipotizzando un canone di 400 euro, parliamo di 2.880 euro da anticipare. Non è poco.