Parmalat, raffica di vendite in Borsa

MILANO. Parmalat nella bufesa: ieri i piccoli investitori hanno venduto a mani basse i bond, nel timore che le obbligazioni possano fine come quelle Cirio e anche in Piazza Affari. A Borsa chiusa, poi, l'genzia di rating Standard & Poor's ha posto sotto creditwatch negativo tutti i rating assegnati ai titoli Parmalat, incluso il giudizio Bbb-/A-3 sulla capogruppo per come ha investito la sua liquidità. S&P cita le riserve espresse dai revisori di Deloitte & Touche sulla semestrale e in particolare per il fondo Epicurum. 'L'investimento consistente di Parmalat di 496,5 milioni di euro nel fondo Epicurum - scrive l'analista di S&P, Hugues de la Presle - che non era stato precedentemente reso pubblico, solleva seri dubbi sulla politica di investimento del gruppo" e le sue 'informazioni finanziarie".
S&P quindi esclude dalla liquidità del gruppo l'investimento in Epicurum, assegnando cosi un più debole profilo finanziario alla spa. Per il creditwatch, conclude S&P, dovrà esserci più chiarezza sia sulle modalità contabili che su come Parmalat ha investito la propria liquidità.
Per Parmalat ieri è stata una giornata drammatica. Il gruppo emiliano, che lunedi era riuscito momentaneamente a fermare il calo delle sedute precedenti fornendo precisazioni sulle modalità di rimborso di alcuni prestiti obbligazionari, ieri ha visto il titolo investito da un vortice ed è stato più volte sospeso al ribasso. I timori degli investitori si sono fatti pressanti quando si è appreso che la società di revisione Deloitte & Touche aveva espresso rilievi critici sulla relazione semestrale di Parmalat, sottolineando di non poter disporre di sufficienti informazioni sull'investimento di circa 477,7 milioni di euro in un fondo comune con sede nelle Isole Cayman. Il titolo è precipitato fino a -15% e solo un nuovo intervento di Parmalat, che ha ribadito"la grande solidità della struttura finanziaria" del gruppo e 'l'inesistenza di un presunto ‘nodo della liquidità'" - ha permesso di tamponare le perdite a -8,18%.
Parmalat ha respinto timori e sospetti del mercato di un nuovo possibile scandalo finanziario, come quello che ha travolto la Cirio e i suoi obbligazionisti. La spa di Calisto Tanzi punta il dito su 'gli abusi di mercato volti ad associare o collegare il nostro gruppo ad altre situazioni di dissesto o scandali finanziari e a conseguire indebiti ritorni speculativi dalla manipolazione dei titoli Parmalat". L'impressionante volume degli scambi (circa il 17% del capitale) testimonia, secondo gli operatori, che sul mercato si è sfiorato il ‘panic selling'.
Notizie negative ieri, in una giornata di Borsa al ribasso, anche per Alitalia che si appresta a chiudere il bilancio 2003 con 'un risultato economico di segno negativo più ampio di quello consuntivato nei primi sei mesi" confermando cosi il progressivo peggioramento dei conti già preannunciato nel piano industriale che, intanto, si avvia verso l'esame di Palazzo Chigi. Il cda ieri ha esaminato la trimestrale che porta a -284 milioni di euro il risultato operativo dei primi 9 mesi, l'assemblea dei dipendenti ha confermato 4 ore di sciopero e il viceministro Tassone ha convocato sindacati e azienda.