Industria, produzione ancora giù con qualche segnale di ripresa
ROMA.Ancora segnali negativi dalla produzione industriale. Secondo i dati diffusi dall'Istat ieri, nel mese di settembre si è registrata una flessione dello 0,7% con una crescita tendenziale dell'1% su base annua (ma a parità di giorni con il 2002 il dato è in flessione dell'1,7%).
Preoccupa, su base annua, soprattutto il calo marcato della produzione delle industrie manifatturiere (-6,6%), seguito dalle macchine e apparecchi meccanici (-3,8%), degli apparecchi elettrici e di precisione (-2,5%). Tra i settori produttivi continua il trend negativo dell'industria delle pelli e calzature (-5,5%) e dei mezzi di trasporto (-5,5%). Secondo l'Isae, uno dei principali istituti di studi economici, anche in ottobre la produzione industriale risulterà in flessione, intorno allo 0,8%, mentre la ripresa si registrerà solo a novembre (+0,6%) e dicembre (+0,5%): in questo modo secondo gli analisti dell'Isae il 2003 dovrebbe chiudersi con una flessione dell'1%. Il ministro delle attività produttive Antonio Marzano, ha dato una immediata valutazione positiva del dato di settembre: «Ho visto un aumento dell'1% rispetto all'anno scorso. Non è una gran cosa - ha commentato il ministro - ma è significativo. Sento che la ripresa si avvicina». Molto più cauto il vicepresidente della Confindustria, Guidalberto Guidi: «Non è entusiasmante, però se lo considera a blocchi di trimestre c'è qualche segnale di miglioramento». Molto più negative, invece, le reazioni di Confcommercio e sindacati. Secondo Billè si tratta di un dato positivo in un contesto in cui permangono elementi di criticità». Il quadro raffigurato dal segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci, è tetro: «È il 32º mese consecutivo in cui la produzione industriale registra un dato negativo. Il vero problema del paese è la recessione: c'è crisi in tutti i comparti, siamo al tracollo della produzione industriale». Preoccupato per la mancanza di «sostegno» politico infine Paolo Pirani della Uil.