Il futuro non sia a rischio
Egregio signor Pollini, intervengo per rispondere alla sua lettera apparsa sulla Provincia Pavese sabato scorso.
Al di la di considerazione politiche che farò poi, quello che mi lascia sconcertato sono le falsità che lei mi mette in bocca. Leggendo la consequenzialità del suo pensiero espresso, io avrei parlato di «volgari fascisti» e «traditori della Casa delle Libertà».
Mi sono sempre assunto le responsabilità di quel che dico, soprattutto come esponente politico, ma su queste affermazioni posso tranquillamente affermare di non aver mai espresso tali giudizi.
In un consesso politico, tutti gli esponenti che prendono la parola sono «adulti e vaccinati» e quindi responsabili di quel che dicono e non sta certamente al sottoscritto impedire di esprimere il proprio pensiero.
Signor Pollini, lei non mi conosce, ma non è nel mio stile fare affermazioni forti, certo è nel mio stile invece fare, come ho fatto nel convegno di Robbio, un ragionamento politico e ripercorrere le varie fasi che hanno caratterizzato la presentazione della legge sul voto agli immigrati, fasi che hanno, secondo me, un significato politico che va ben oltre la semplice presentazione della legge.
Non voglio ricordarle che il partito in cui lei milita fece marcia indietro all'ultimo momento sull'indultino. Ma non eravate per la tolleranza zero?
Non voglio ricordarle che parte del partito in cui lei milita ha affossato la legge sul Tribunale dei minori. Ma non eravate per le riforme?
Se qualche volta la Lega può aver usato toni molto alti, non ha mai tradito gli impegni, come invece hanno fatto i franchi tiratori di altri partiti della coalizione.
Le riforme si fanno
Allora, caro Pollini, bisogna dire con tono deciso: «Certi alleati abbiano il coraggio di dire agli elettori che sulle riforme hanno scherzato", cosi gli elettori capiscono chi bara e chi no.
E veniamo al voto agli immigrati... Mi segua per cortesia in questo ragionamento. La nostra comunità ha attraversato secoli di avvenimenti, di vicende culturali, di guerre, di sacrifici, di sviluppo economico e uno dei risultati più significativi è stato quello di riuscire a raggiungere un punto di equilibrio in cui sia l'uomo che la donna hanno pari dignità, pari diritti e doveri nei confronti dei figli, pari possibilità di riuscita professionale nel mondo del lavoro.
Una evoluzione graduale che ci ha portato oggi ad essere una società in grado di partecipare a pieno diritto all'Unione Europea insieme ad altre società parimenti sviluppate e che rappresentano l'eccellenza della democrazia, dove ci si confronta con gli altri, dove ognuno è libero di parlare, di esprimere le proprie convinzioni e le proprie opinioni nel rispetto di quelle degli altri.
Le frange estremiste
In questo contesto, si inserisce anche il fenomeno dei flussi migratori troppo spesso non strutturati e non progettati.
Sarebbe illogico nasconderci che sussiste il pericolo reale che all'interno di queste comunità chiuse ed incapaci di relazionarsi con le altre culture, possano trovar spazio frange estremiste che, con il tempo, potrebbero destabilizzare le nostre comunità, incidendo progressivamente sulla identità culturale.
E' in scenari di questo tipo che possono attecchire atteggiamenti come quelli di chi ritiene giustificabile la richiesta di togliere i crocefissi, di poter far mettere il velo a bambine all'interno delle scuole statali italiane o addirittura di poter praticare anche qui da noi vere e proprie violenze fisiche e psicologiche come l'infibulazione, voluta apposta per tenere la donna ad un livello inferiore ed in uno stato di sottomissione all'interno della struttura sociale e famigliare.
Tutto questo, caro signor Pollini, non è accettabile! Non è pensabile che possano trovare accoglienza simili idee. Quanto detto finora spiega perchè la decisione di dare o non dare diritto di voto agli immigrati diventa un elemento strategico per il futuro, ma la domanda di fondo che dobbiamo porci tutti è quale società vogliamo costruire: una società fatta di tante etnie affiancate, ma non integrate o una società integrata, nel rispetto di regole precise e valide per tutti?
Vale la pena di riflettere per tempo su tutto ciò per non rischiare di trovarsi lungo una china difficile poi da risalire.
Per concludere, signor Pollini, voti pure per quel partito da cui si sente rappresentato, io rappresento per il collegio di Vigevano la Casa delle Libertà e, sino a prova contraria, il mio voto è sempre andato in quella direzione, cioè per il programma elettorale votato dai cittadini di Vigevano.
on. Cesare Ercoledeputato della Lega Nord