Il Siccomario nella storia

P osto alla confluenza tra Ticino e Po, su un incrocio di strade assai noto in età romana, il paese è intitolato al Santo patrono Martino. L'appellativo Siccomario è di origine più complessa: il territorio fu bonificato nel Medioevo e conservò l'appellativo antico di «Sicut mare» (come mare) volgarizzato in Siccomario. Altri ritengono sia un riflesso di un patrimonio germanico, risalente all'VIII-IX sec. di cui in Lombardia sono presenti altre varianti.
Secondo la tradizione vi doveva sorgere, in età medioevale, un Hospitium per pellegrini, di cui non sono state trovate documentazioni sicure.
Sull'antica via per Genova da Cava Manara si incontra il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito per volontà dell'arcidiacono del Duomo di Pavia Angelo Michele Marozzi, ricordato nell'iscrizione posta sotto la testa di cherubino che orna il portale, presenta un'abside decorata dall'affresco cinquecentesco; nella cappella a sinistra del presbiterio si notano un affresco del 500 e opere pittoriche del XVI-XVII secolo.
L'origine del nome. Fu a lungo ritenuto che l'etimologia del nome Siccomario derivasse dal latino «siccum mare», mare secco, a ricordo del progressivo ritirarsi delle acque e del conseguente essiccarsi delle paludi alluvionali. Un'accezione più recente ne fa derivare l'origine dal medievale patronimico «Sicumere», a collegare l'appartenenza del territorio ad un possesso feudale più esteso verso nord, dove tale nome riappare in una frazione rurale della Certosa di Pavia.
Cenni storici. Le vicende storiche di San Martino sono ovviamente legate a quelle dell'intero ambito territoriale, il Siccomario; tale circondario, escluso durante tutto il XIII secolo dalle tre grandi zone in cui il comune di Pavia era suddiviso, viene a lungo ricordato con i nomi di Singemario, Sycomario o Terra Arsa. Quando, nel 1532, le terre a destra del Ticino vengono divise in Lomellina, Vigevanasco e Siccomario, quest'ultimo ancora mantiene una propria identità indipendente. Nel corso della guerra di successione spagnola, il Siccomario viene ceduto nel 1703 alla casa di Savoia, in aggiunta alle terre di Lomellina, dando inizio ad una disputa, durata a lungo, circa l'appartenenza o meno del Siccomario alla Lomellina. Fatto sta che San Martino vive per molto tempo in una situazione particolare, perché, non avendo un padrone riconosciuto, conduce un' esistenza pressoché indipendente. Nel 1721 la peste invade i comuni del Siccomario e, per decreto di Pavia, in San Martino viene eretto un lazzaretto; con l'invasione napoleonica, il Siccomario viene staccato dalla Lomellina ed aggregato al comune di Pavia; solo nel 1818 si arriva all'attuale ordinamento storico-geografico della Lomellina, che vede aggregarsi ancora una volta le terre del Siccomario con i comuni di Travacò e San Martino. La tradizione cristiana di San Martino ha origini molto antiche, poiché il comune ricorda nel suo nome addirittura la figura di San Martino, vescovo di Tours, che passò gli anni della sua giovinezza a Pavia.
Lo sportello per gli animali. «La civiltà di un popolo si valuta anche da come sono trattati gli animali» (Gandhi). E infatti l'Amministrazione Comunale di San Martino Siccomario, in collaborazione con l'E.N.P.A. - Sezione Provinciale di Pavia - ha attivatoda quasi due anni, lo «Sportello per i diritti degli animali». La struttura, situata al piano terreno del palazzo municipale, é aperta al pubblico ogni mercoledi, dalle ore 10 alle ore 11,30.
L'obiettivo di tale iniziativa è quello di fornire un supporto concreto, legislativo ed operativo alla cittadinanza per la prevenzione di casi di randagismo.