Una mano alle piccole aziende

ROMA. Le aziende, di qualsiasi dimensione siano, hanno bisogno di essere sempre più competitive, flessibili, veloci. Non sono più ammissibili sprechi produttivi, né un marketing «istintivo»: questo è tanto più vero per le piccole e medie imprese (Pmi), costrette a competere su mercati sempre più ampi (se non globali) con risorse limitate. Le nuove tecnologie, se impiegate razionalmente, per ottenere obiettivi precisi, possono dare un aiuto decisivo. In una piccola azienda l'autorità è affidata a una o a poche persone e i tempi di reazione, rispetto a quelli delle grandi aziende, sono molto più rapidi.
Ma spesso le stesse figure sono soverchiate dalla mole dei dati da elaborare per ricavare le informazioni utili. E' qui che interviene la cosiddetta «business intelligence» (BI). Con questa espressione s'intende indicare l'insieme delle metodologie e degli strumenti basati sulle tecnologie, volti a selezionare le informazioni aziendali e a supportare i processi decisionali. Nella sostanza, l'obiettivo della BI è quello di fornire a coloro che decidono i dati «giusti» per intraprendere le azioni tattiche e strategiche più efficaci. Di fondamentale importanza è la costituzione di un database organizzato (data warehouse), con informazioni strutturate in funzione di specifici processi aziendali (subject oriented), e che sia il risultato di un'integrazione fra dati «interni» (propri dell'azienda) ed «esterni» (riguardanti particolari ambiti di mercato o la concorrenza). Sul data warehouse si innestano poi una serie di strumenti di analisi, ricerca e reporting, che permettono una veloce lettura strategica del patrimonio informativo aziendale, e che consentono al manager di tracciare le linee d'azione. Nessuno strumento tecnologico risolve «da solo» l'insieme delle problematiche aziendali. E' necessario che venga «calato» in un ambiente d'impresa già in qualche modo predisposto a una gestione avanzata delle attività. In questo senso un'impresa che intende essere innovativa e competitiva attraverso l'impiego della BI dovrà essere pronta a: collegarsi in modo efficiente ai propri partner in modo che la gestione dei rapporti commerciali sia più semplice e meno costosa; andare incontro ai propri clienti, offrendo loro la possibilità di avere un contatto unico, facilmente raggiungibile, che dia risposte rapide ed efficaci; fornire ai propri dipendenti i mezzi per conoscere i processi aziendali, valutando con dati oggettivi la riuscita del proprio lavoro. I vantaggi che possono derivare dall'applicazione di una buona piattaforma di BI sono diversi e «profondi». Innanzitutto una riduzione dei costi operativi e l'integrazione di un ampio numero di processi aziendali. Unificando gli elementi interni ed esterni dell'infrastruttura aziendale sarà possibile disporre più rapidamente di informazioni che riflettono le attività, e reagire in maniera più organica ai mutamenti delle condizioni di business. Altro vantaggio è l'incremento della redditività. I sistemi integrati che coinvolgono l'intera organizzazione aziendale permettono di ottenere informazioni capillari sui propri clienti, individuando i più redditizi e definendo nuove modalità per soddisfarne al meglio i bisogni. Infine la BI consente di avere una maggiore agilità nell'attività aziendale.
Una buona tecnologia favorisce l'adattamento di prodotti e servizi ai cambiamenti della domanda, di passare più rapidamente dalla fase di pianificazione a quella di realizzazione, e di trasformare i sistemi esistenti arricchendoli con nuove funzionalità aumentando cosi il valore degli investimenti effettuati. La BI è, in definitiva, un insieme di metodi e pratiche che permettono al manager, ma anche ai dipendenti, di essere più consapevoli dell'impresa di cui fanno parte e del modo in cui si muove sul mercato. Un punto di partenza fondamentale per risparmiare e non affidare al caso le sorti dell'azienda.