Bertinotti: se l'Ulivo vince, Rc entra nel governo

ROMA.Se il centrosinistra vincesse le prossime elezioni politiche, nel governo sarebbero presenti ministri di Rifondazione comunista. Lo annuncia Fausto Bertinotti nel libro di Bruno Vespa «Il Cavaliere e il Professore» in uscita il 15 novembre da Mondadori/Eri. D'Alema e Fassino concordano. «La grande Francia ha avuto ministri comunisti e non è crollata - dice a Vespa D'Alema In un paese che ha visto Bossi ministro delle Riforme non cascherebbe il mondo se Bertinotti diventasse ministro del Lavoro e delle Politiche sociali». E Francesco Rutelli, parlando a margine del congresso regionale della Margherita a Cagliari, ha dichiarato che «non c'è dubbio che la vittoria del centrosinistra comporta che Rifondazione non sia una forza esterna ma che si assuma le proprie responsabilità in pieno dentro il governo». Rutelli si è anche detto convinto che la lista unica per le europee guidata da Prodi si farà e sarà un grande successo. Secondo Rutelli, sarà un' occasione per unire forze politiche che anziché andare con i propri simboli e mettersi in concorrenza tra loro si presenteranno unite per vincere in Europa battere («e non è poco») il centrodestra.
Intanto si procede con lentezza per la costruzione di una sinistra alternativa che, seppur mossa dall'obiettivo comune di sconfiggere il governo Berlusconi, sulla prospettiva e le geometrie organizzative continua ad usare linguaggi diversi.
Il laboratorio è costituito dal «Forum per un'alternativa programmatica» nel corso del quale, ieri, esponenti del sindacato e dei movimenti, leader e rappresentanti dei partiti della sinistra (Bertinotti, Diliberto, Salvi e Pecoraro Scanio) si sono confrontati sulla proposta rilanciata da Gian Paolo Patta, segretario confederale della Cgil, di costruire, subito, una piattaforma programmatica comune alle forze di opposizione.
Sugli obiettivi tutti d'accordo (l'imperativo è far cadere Berlusconi, magari anticipatamente), cosi come nel respingere ogni ipotesi per una lista comune del centrosinistra alle europee (sparirebbe la sinistra, dice Diliberto). Ma sulla strada da percorrere gli accenti sono diversi.