La «Casa di Jona» per chi soffre

VIGEVANO.E' un personaggio biblico a dare il nome all'ultima iniziativa della Caritas diocesana, La famiglia di Jona, uno sportello indirizzato a chi è affetto da problemi di salute mentale. Jona viene buttato in mare, allontanato ed emarginato, in quanto ritenne che la missione che Dio gli aveva affidato fosse superiore alle proprie capacità. Il progetto che coinvolge l'Azienda ospedaliera, i servizi psichiatrici, l'Azienda sanitaria locale, i servizi sociali territoriali, le associazioni di volontariato, le Acli e le parrocchie, nonché tutte le realtà che sul territorio possono diventare delle risorse, è stata presentata ieri pomeriggio all'ospedale di Vigevano. All'incontro guidato e voluto da Giuseppe Galicchio hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle istituzioni che collaborano alla casa di Jona l'assessore regionale alla famiglia ed alla solidarietà Giancarlo Abelli e il vescovo di Vigevano Monsignor Claudio Baggini. «Nel quinto capitolo del Vangelo di Marco - ha spiegato il vescovo - troviamo l'incontro di Gesù con un uomo strano ed aggressivo, che non trova spazio in mezzo a tutti gli altri, dietro il quale non è difficile riconoscere le tante persone affette da un qualche disagio mentale, che riescono cosi a formulare il loro bisogno di affetto e di vicinanza. Gesù va verso l'uomo che la collettività ha isolato». Questo è lo scopo di questa nuova iniziativa, nata dopo l'esperienza della casa di Jona di Valeggio, che oggi ospita 24 persone affette da disagio mentali. Con l'aiuto dello psicologo Andrea Gronda e dell'assistente sociale Tamara Magaddino la Famiglia di Jona opererà sul territorio non limitandosi ad aprire uno sportello a Vigevano, ma portando il proprio operato nei paesi della Lomellina, con l'obiettivo di ascoltare e intervenire. Punto fondamentale del progetto sarà la collaborazione delle famiglie. Sulla questione relativa alla solidarietà ed alla cooperazione con le famiglie ha posto l'accento nell'intervento che ha chiuso la giornata Giancarlo Abelli: «La famiglia è un elemento centrale per quanto riguarda la rete di solidarietà che si sta sviluppando nel campo dei servizi nella regione Lomabardia. La politica regionale vuole valorizzare la famiglia incoraggiando la libera iniziativa e sostenendo le famiglie nel rispetto della libertà di scelta»