Il figlio di Gheddafi positivo al nandrolone


PERUGIA. Incredibile. Saadi Al Gheddafi, figlio del leader libico e calciatore del Perugia, è stato trovato positivo al nandrolone. Il giocatore non è mai sceso in campo in serie A ma il 5 ottobre scorso era stato portato in panchina in occasione di Perugia-Reggina. Alla fine dell'incontro era stato sorteggiato e si era sottoposto al controllo delle urine. Ieri il clamoroso risultato: il laboratorio di analisi ha riscontrato traccia di 'norandrosterone superiore al limite Cio" ed ha provveduto a informare il Coni e la Federcalcio. La notizia ha destato scalpore perchè Gheddafi, o 'l'ingegnere", non ha mai giocato un solo minuto nella squadra di Luciano Gaucci.
Arrivato in estate dalla Libia, dove giocava nella squadra di Tripoli e dove è tuttora presidente della locale Federcalcio, Gheddafi per la verità non aveva promesso valanghe di gol ai tifosi dei 'grifoni". E a chi gli faceva gli auguri per una carriera in Serie A aveva risposto semplicmente 'Inshallah", se Dio vuole. Insomma, nessuno da lui si aspettava miracoli anche se, a un certo punto della preparazione, lo stesso Gheddafi aveva arruolato, come suo allenatore personale, addirittura Ben Johnson, l'ex primatista del 100 metri. «Ha avuto problemi alla schiena ed è andato in Germania per farsi curare - ha spiegato ieri Gaucci - e, anzi, questa notizia non ci coglie di sorpresa. Non è un segreto che certi farmaci possono anche contenere sostanze proibite. Gheddafi non ha nessuna colpa, cosi come è innocente la nostra società. Gli abbiamo detto di farsi curare qui in Italia, eravamo pronti a consigliarlo. Lui, però, ha preferito rivolgersi all'estero. Non sappiamo se si sia rivolto a un medico sportivo. Comunque succedono tante cose strane. Il controllo antidoping è toccato proprio a lui, su 18 giocatori». Il giocatore ha ricevuto la notizia mentre si trovava nell'hotel del centro di Perugia che, dall'estate scorsa, ospita lui e il suo entourage. 'L'ingegnere", infatti, vive circondato da 41 persone fra amici, consulenti, familiari e guardie del corpo. Tutti sono nello stesso albergo per una spesa mensile, si dice, attorno ai 300 mila euro. Ieri pomeriggio prima i cronisti e poi i tifosi sono arrivati davanti all'hotel ma si sono sentiti rispondere che 'l'ingegnere Gheddafi non è in albergo". Invece, si è scoperto dopo, era in camera a riposare anche perchè sta osservando il Ramadan (con obbligo di digiuno dall'alba al tramonto). Gheddafi, comunque, in serata è uscito ma, alle domande dei cronisti ha risposto con il suo inglese quasi perfetto: «Ne parliamo dopo». Nel pomeriggio allo stadio (stasera il Perugia incontra il Salonicco in Coppa Uefa) l'allenatore Serse Cosmi ha preferito non affrontare l'argomento. Invece, il capitano della squadra, Giovanni Tedesco, si è detto sbalordito e ha proposto di fermare il campionato «per riflettere sul problema doping». «Siamo convinti - ha aggiunto - che lui non abbia mai assunto alcuna sostanza proibita e per questo gli siamo molto vicini». Con Saadi Al Gheddafi salgono a 15 i giocatori di serie A trovati positivi al nandrolone. I primi casi avevano riguardato Bucchi e Monaco (sempre del Perugia) nel 2000 ma poi toccò ai più blasonati Davids (Juventus) e Stam (Lazio). In questo campionato appena agli inizi, prima di Gheddafi erano stati fermati Blasi (Parma) e Kallon (Inter) tuttora sospesi dalla Disciplinare.

Gigi Furini