Corteo bipartisan, cresce l'adesione
ROMA. L'adesione di Silvio Berlusconi alla manifestazione del 19 a Firenze, promossa da Cgil, Cisl e Uil della Toscana contro il terrorismo, ha sorpreso molte forze politiche e gli stessi sindacati, ma ha comunque trasformato l'iniziativa regionale in un evento nazionale, diversamente apprezzato dai partiti di opposizione e di maggioranza. «Tutti quelli che verranno saranno i benvenuti», ha dichiarato Massimo D'Alema. «Più largo è lo schieramento, tanto meglio è», ha giudicato Piero Fassino. Per Pierluigi Castagnetti, capo dei deputati della Margherita, «è importante che tutto il paese si ritrovi». Ma una giornata di concordia non basta.
«Tutti i giorni il paese ha bisogno di ricreare le condizioni per una unità nazionale», come necessario presupposto per il contrasto del terrorismo. Alludeva forse anche a una iniziativa del sito internet di Forza Italia, un sondaggio sui «legami Cgil e Br», apparso provocatorio nel momento in cui Berlusconi invoca l'unità. Risulta infatti che l'81 per cento degli azzurri considera «amici» brigatisti e Cgil. Gloria Buffo, ds, definisce il sondaggio «letteralmente infame». Giovanna Melandri parla di iniziativa «sconsiderata», si domanda se Berlusconi abbia «ripensato» la sua adesione e gli chiede di far togliere dal suo sito «quel sondaggio grossolano, fuorviante e offensivo».
D'Alema preferisce cogliere il meglio dell'adesione di Berlusconi e dice che se tutte le forze politiche intendono essere presenti a Firenze «è una cosa positiva». Fassino definisce «inutili le dietrologie» e sulla base dell'esperienza storica dice che «più largo è lo schieramento, tanto meglio è». Claudio Martini, presidente toscano, ha annunciato l'adesione convinta della regione, che ha votato una mozione all'unanimità. I sindacati toscani hanno reagito con sorpresa a Berlusconi e sono stati colti da un momento di imbarazzo, per una manifestazione considerata solo regionale. Ma nel tardo pomeriggio, sono partiti gli inviti «a istituzioni, partiti e associazioni», con un apprezzamento positivo per le adesioni pervenute. Un appoggio autorevole è partito anche dal ministro Pisanu, che con una lettera al Foglio di Ferrara ha apprezzato la «mobilitazione civile di sindacati, partiti e movimenti» che vogliono tenere la violenza fuori dal conflitto sociale e politico. Persino Sandro Bondi, presa la direttiva, si è sbilanciato a favore dell'unità e ha preannunciato un incontro con i sindacati. Gli universitari della destra, raccolti nel Fuan, hanno detto che saranno in piazza con le bandiere. Ma Ignazio La Russa non ha nascosto il suo disagio. Non sa se il 19 andrà a Firenze, ma «sicuramente» sarà a Milano il 9, dove si celebra la caduta del muro di Berlino. Tra i leghisti, Alessandro Cè dice che si sta «valutando e riflettendo», mentre Roberto Calderoli preferisce una manifestazione «organizzata dal popolo, non dai sindacati».
Nel centrosinistra si chiamano fuori Rifondazione, i comunisti italiani e i verdi, ma non Antonio Di Pietro, che sarà in piazza con l'Italia dei valori, «contro chi vuole destabilizzare la repubblica». Franco Giordano dice invece no a una manifestazione «organizzata anche dal governo». Oliviero Diliberto non vuole sfilare «a fianco di Forza Italia e dei fascisti».