Torresani come uno di famiglia «Non si tocca»


PAVIA.Il presidente del Pavia club di Gropello, Luigi Vallefuoco, fa i complimenti a Calisti per aver sempre difeso Torresani: «Torresani è un amico e lo stimo per cui mi è più facile difenderlo, ma seguo anche il consiglio del direttore generale del Prato Toccafondi che dice che quando si cambia un mister se ne pagano due - risponde Calisti -. E' una battuta. Non ho mai pensato di cambiare l'allenatore. E poi paga scelte che sono state fatte collegialmente. Abbiamo fatto il massimo possibile tutti insieme. Se lo cose dovessero andar male le responsabilità sarebbero più le nostre che le sue».
Ma su quali squadre il Pavia dovrebbe fare la corsa per salvarsi evitando i play out? «Dobbiamo puntare - risponde Calisti -, su Spal, Pro Patria, Varese, Prato, Torres, Cittadella e forse anche il Novara, perché i piemontesi non mi sembrano più forti di noi». Su questo tema il team manager Aldo Riccardi cala il jolly: «Credo che sul campo basterà evitare l'ultimo posto, il resto lo farà la società. Non è presunzione la mia, il fatto è che si preannunciano già ripescaggi e fallimenti societari per problemi di debiti. Il Pavia può faticare a salvarsi sul campo, ma vince di sicuro il campionato dei bilanci. Potrò sbagliarmi, ma se Bruxelles boccia il decreto salva debiti, la natura farà il suo corso e l'estate prossima troveremo una C1 molto diversa da quella attuale».
L'allenatore Marco Torresani, che non ha potuto partecipare al filo diretto con i tifosi perché stava dirigendo l'allenamento pomeridiano, incassa la fiducia di tifosi e società: «Sento quotidianamente la fiducia della famiglia Calisti e il fatto che la esprimano in pubblico mi fa molto piacere. I risultati mi hanno aiutato». Ora le cose in campo non stanno andando benissimo. Il matrimonio, arrivato al sesto anno, viene messo alla prova: «Sotto questo punto di vista per la stagione in corso sono tranquillo. Si sa che i matrimoni rischiano di andare in crisi il 7º anno...». Per evitare i play out bisogna mettersi alle spalle cinque club. Calisti ha fatto un elenco di squadre: «Sono d'accordo. Le altre del girone hanno qualcosa in più. Rispetto all'inizio della stagione però siamo cresciuti. Noi tutti abbiamo dovuto abituarci a lottare per la salvezza. Prima si scendeva in campo sempre per vincere, ora bisogna magari essere contenti se porti a casa un pari soffrendo». Infine una considerazione sui bilanci a posto della società: «I dirigenti fanno bene a farsene un vanto, visto che sono stati bravi a gestire il club con oculatezza. Ma questo discorso come allenatore non mi può interessare: se retrocedo e vengo ripescato non sono soddisfatto».

Claudio Cuccurullo