Il Gheller-nervoso nel cuore
PAVIA.Il bel Moreno ha colpito ancora. Mariarosa Minotti, di Pavia, ha chiesto di parlare solo con Zocchi, specificando di essere «una sua fan». Ma a Mariarosa, con fare molto materno, sta a cuore la tranquillità di tutta la squadra. «Perché Mavillo Gheller si arrabbia sempre cosi tanto? - ha chiesto -. Mi dispiace vederlo cosi nervoso, mi fa stare male. Ditegli di rimanere più calmo, che agitarsi non serve a nulla». Zocchi le ha risposto con il piglio del fratello maggiore. «Il fatto è che Mavillo è fatto cosi - ha spiegato il direttore tecnico del Pavia - Non possiamo e non vogliamo cambiargli la testa». «Glielo diciamo anche noi - è intervenuto Armando Calisti - che fa male ad essere cosi nervoso, ma non ci ascolta». «E poi - ha ripreso Zocchi - non dimentichiamo che questa tensione continua aiuta Mavillo a dare il massimo: è la sua rabbia agonistica a dargli la carica necessaria a vincere le partite». Tra le righe si legge una valutazione tecnica: se un Gheller nervoso ha una marcia in più, un Gheller «normalizzato» non serve a nessuno: quindi meglio un Mavillo che chiede il massimo a se stesso e agli altri. Ma per completezza è giusto girare la domanda al diretto interessato, a cui probabilmente saranno fischiate le orecchie durante il filo diretto: «Se non mi arrabbio è finita: posso giusto andare a lavorare in fabbrica - risponde Gheller -. E quando sono in campo me la prendo davvero con tutti, anche con il pubblico, ma va bene cosi. I compagni ormai lo sanno. Se mi accettano è cosi, se no pazienza, perché intanto è cosi lo stesso». C'è da dire che almeno Gheller è coerente nel suo nervosismo: «Sono sempre stato un giocatore sanguigno - spiega - anche da ragazzino. Rigrazio la signora Mariarosa, ma non si deve preoccupare». «Si, ma i ragazzi devono stare uniti - ha voluto precisare Mariarosa - Se non si perdono d'animo e non litigano ce la faranno sicuramente a centrare la salvezza». Vorrà dire che Gheller farà eccezione.