Crippa, jolly azzurro
PAVIA.Domenica sarà il giorno di Rocco Crippa. Le assenze degli squalificati Bandirali, Stocco, Gruttadauria, aprono le porte all'impiego del veterano del Pavia fin dal primo minuto, nel cuore della difesa azzurra. Classe 1967, Crippa ha contribuito a portare il Pavia in C1, ma in questa stagione, causa parecchi infortuni, è sceso in campo per la prima volta domenica scorsa a Novara. Al Piola ha preso il posto di Vecchi a venti minuti dalla fine: «A Novara - spiega Crippa - forse ci è mancata la cattiveria giusta nella prima mezzora, quando potevamo e dovevamo affondare il colpo. Ma va detto anche che l'arbitro ha sorvolato sulle entrate dei piemontesi mentre ha ammonito quattro dei nostri per proteste o giocate meno pericolose delle loro». Ma cosa manca a questo Pavia per tornare ad essere vincente: «Dovrei proprio essere un mago per saperlo - scherza Rocco Crippa -. Di certo però non meritiamo l'ultimo posto perché ci alleniamo sempre con la giusta determinazione, ma i risultati non vengono mai. Di certo però le sconfitte iniziali ci hanno fatto perdere fiducia in noi stessi. Pensvamo di averla ritrovata dopo la vittoria per 2-0 sul Lumezzane invece a Novara siamo ricaduti. Ci servirebbe un'altra vittoria per ritrovare morale». Meglio se già con la Pro Patria. «Sarà un'altra gara dura perché i bustocchi hanno solo due punti più di noi, ma schierano giocatori come Angelo Carboni, ex Milan - continua il jolly azzurro -. E poi a noi manca la difesa. In un momento del genere i giocatori titolari non dovrebbero mai mancare, ma il gruppo è fatto per questo e la nostra forza si vedrà domenica. Io dovrei giocare da difensore centrale e aiutare nell'impostazione, ma tutto dipenderà dal modulo. Non sarà assolutamente facile, ma il Pavia non vuole perdere, dobbiamo lottare fino all'ultimo e senza la paura di perdere, che finora è stato un nostro handicap. I tifosi del Pavia si meritano un buono spettacolo. Col Lumezzane ci hanno aiutato tantissimo, anche a Novara c'erano: gli dobbiamo davvero qualcosa».
Chiara Cavalloni