Lombardia, cimiteri gestiti dai privati e con posti per animali

MILANO. In Lombardia si potrà chiedere la cremazione del proprio corpo e le ceneri potranno essere disperse, come prevede la legge nazionale, nel rispetto della volontà del defunto, ma unicamente in zone apposite all'interno di cimiteri o in natura o in aree private. Inoltre la gestione dei cimiteri potrà essere affidata anche a soggetti privati.
E' quanto prevede un progetto di legge approvato ieri dalla Commissione Sanità della Regione Lombardia.
Il pdl disciplina le attività e i servizi correlati alla morte di ogni cittadino, «nel rispetto della dignità di ogni persona, con la finalità di salvaguardare le diverse convinzioni religiose e culturali e di improntare le attività di vigilanza sanitaria a principi di efficacia e di efficienza».
Il documento, spiega una nota della Regione, prevede che la dispersione delle ceneri in aree private deve avvenire all'aperto e con il consenso dei proprietari «e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro». La dispersione in mare, nei laghi e nei fiumi è «consentita nei tratti liberi da natanti e da manufatti» ed è in ogni caso vietata nei centri abitati. Nel caso in cui il defunto non abbia manifestato la volontà di far disperdere le sue ceneri, queste saranno riposte in un'urna sigillata per la tumulazione o l'affidamento ai familiari.
Il provvedimento disciplina anche le modalità e indica le figure professionali autorizzate al prelievo di cornea a scopo di trapianto terapeutico; all'espianto degli organi; per l'accertamento di morte; per il trasporto delle salme; per i casi di decesso causati da malattie infettive.
Il progetto di legge prevede infine che la gestione e la manutenzione dei cimiteri possono essere affidate a soggetti pubblici o privati.
Il Comune inoltre, previo parere dell'Asl e dell'Arpa secondo le rispettive competenze, può autorizzare la costruzione e l'uso di cimiteri per animali d'affezione.
Il provvedimento passerà ora all'esame del Consiglio regionale, dove saranno discussi alcuni emendamenti concordati in Commissione.
Il centrosinistra ha fatto sapere che sull'argomento la Commissione ha respinto un emendamento presentato dai consiglieri Guido Galperti (Margherita) e Giovanni Martina (Prc) «al fine di specificare che i certificati di morte non sono oggetto di alcun gravame, ma rientrano negli obblighi generali della pubblica amministrazione sanitaria».
La proposta, hanno ricordato, è stata decisamente respinta da Forza Italia, Lega, An e Udc. «La politica della Casa delle libertà - hanno quindi affermato Martina e Galperti - non ammette deroghe nemmeno in punto di morte».