Robbio, è già sfida per la poltronissima
ROBBIO.Mentre nell'Ulivo robbiese si torna a discutere a tutto campo sul candidato-sindaco, nella «Casa delle libertà» non c'è ancora la certezza di una ricandidatura del primo cittadino Mario Arcelloni. I due principali schieramenti politici sembrano giocare a rimpiattino, timorosi ad esporsi nella convinzione, forse, di «bruciare» candidati presentati troppo presto. Ma ecco cosa bolle in casa dei due raggruppamenti. Nel centro-sinistra dopo le polemiche seguite alla notizia che l'Ulivo presentava come candidato l'ex-vice sindaco Resi Canever, si sono svolte alcune riunioni, in cui si è deciso di «raffreddare» la situazione. Parola d'ordine «stare uniti discutendo su tutto» e nessuna dichiarazione ufficiale. La candidatura Canever resta in piedi, sostenuta soprattutto dalla «Margherita», rappresentata negli incontri dal confienzese Giuseppe Trecate e dai Ds, che guidati da Enrico Quaglio cercano in ogni modo di evitare fronde e divisioni. Ma, intanto, si ipotizzano altri nomi compreso quello dell'ex-primo cittadino Renato Sandri, restio, però, a spendersi in un altro duello dall'esito incerto con Mario Arcelloni. Rifondazione comunista, che ha come principale obbiettivo la sconfitta politica del centro-destra, segue con sempre maggiore preoccupazione le vicende robbiesi e nell'ultima riunione al referente locale Fabrizio Ghibriali ha affiancato il leader storico del partito in Lomellina il mortarese Giuseppe Abbà.
Nello schieramento di centro-destra i nodi da sciogliere sono due: uno di tipo personale legato a Mario Arcelloni, che agli amici confida da una parte di voler portare a termine i progetti avviati, ma dall'altra di non voler mettere alla prova per altri 5 anni la propria tenacia e voglia di fare. Di qui le sue riserve. Esitazioni ed incertezze, comprensibili che però, dovrebbero sciogliersi come neve al sole di fronte alle esigenze politiche, che lo vedono indiscusso leader locale di Forza Italia. L'altro nodo è politico, legato alla presenza nella lista della Lega Nord. Mario Arcelloni è assolutamente contrario all'inserimento di simboli politici. Il Carroccio la pensa all'opposto.