I volti e i luoghi della città in 45mila lastre
VOGHERA.L'archivio Cicala esce dall'oblio al compleanno numero 140: la più antica delle foto dello studio fondato da Davide Cicala risale al 1863. Le 45mila lastre in vetro che sono arrivate fino a noi, però, coprono un arco di tempo che va dal 1918 al 1963: le più antiche, in bromuro d'argento, vennero donate allo stato per essere fuse e sostenere lo sforzo bellico della Grande Guerra: la memoria sacrificata alla patria. L'archivio è composto in gran parte di ritratti: almeno 30mila pose di voghersi e oltrepadani dalla Belle Epoque agli anni Sessanta. Negli abiti e negli atteggiamenti dei ritratti si leggono oggi la vocazione agricola del territorio e le ambizioni borghesi di una città che si fermava dove oggi corre la circonvallazione interna. Nelle istantanee d'epoca, invece, si legge la trasformazione di una città che da capoluogo agricolo è passato all'industrializzazione con i grandi stabilimenti Snia e Arona. E poi le tradizioni che solo i più anziani riescono a ricordare: la tombola in piazza duomo il giorno dell'Ascensione, con via Cavour sbarrata dalla chiesa demolita nel primo dopoguerra. E gli avvenimenti: il 'miracolo" dell'ascensione di una mongolfiera dai campi dell'agraria, i comizi da un balcone di fronte a palazzo Gounela nei giorni agitati del secondo dopoguerra. Immagini pronte a passare dall'oblio alla memoria collettiva grazie ai bambini. (s. ro.)