Poli è confermato presidente

PAVIA. Aldo Poli riconfermato per acclamazione presidente della Fondazione Banca del Monte per sei anni. Con lui riconfermati in blocco all'unanimità per tre anni i sei consiglieri d'amministrazione uscenti Andrea Astolfi e Ferdinando Crovace (Pavia), Gianmaria Galimberti, Ezio Balboni e Mario Bianchi (Milano) e Giovanni Monetti (Como). Lo ha deciso venerdi il comitato d'indirizzo della Fondazione. Poli ha giocato d'anticipo correndo un rischio calcolato, ha voluto verificare la fiducia del comitato e ha avuto partita vinta.
«E' una grande soddisfazione personale - commenta Aldo Poli - e un risultato al di là delle più rosee aspettative. Le dichiarazioni di tutti i componenti del comitato di indirizzo nei miei confronti, oltre a farmi piacere, hanno sottolineato che la politica è stata approvata e hanno sollecitato a proseguire nella continuità». Quali sono i prossimi impegni nell'agenda? «Con la probante riconferma e la tranquillità che da essa ci deriva - risponde Poli - possiamo finalmente porre mano all'ulteriore grosso intervento già deciso per Pavia. Cioè il sostegno finanziario all'operazione sull'area ex-Neca».
Un miliardo di euro.La Fondazione Banca del Monte di Lombardia eroga 12,5 milioni di euro annui e amministra un patrimonio di oltre un miliardo e 50 milioni. I lunghi mesi di incertezza sul futuro delle Fondazioni avevano avuto l'effetto secondario, ma per Pavia prioritario, di bloccare a tempo indeterminato le scelte sul centro congressi all'ex-Neca. Adesso non ci sono più ostacoli. La riconferma de Poli rilancia il ruolo politico centrale della Fondazione Banca del Monte nel futuro di Pavia.
La scommessa.Il presidente doveva per statuto restare in carica fino al 2006, mentre il consiglio d'amministrazione sarebbe scaduto il 30 aprile 2004 con l'approvazione del bilancio. Ma Poli ha giocato d'anticipo: «Visto che le Fondazioni erano rimaste bloccate per i noti motivi per un anno e mezzo, il cda non poteva più deliberare e si limitava a svolgere un lavoro di routine. Nella nuova situazione mi è sembrato giusto chiedere al comitato d'indirizzo una conferma in blocco dell'attuale consiglio, per poter completare quei programmi a lunga gittata che avevano già trovato l'approvazione del comitato stesso e non potevano essere completati per la scadenza naturale dei termini». I 'noti motivi" erano l'attesa che la Corte Costituzionale si pronunciasse sul conflitto riguardante la natura delle Fondazioni, se cioè esse fossero private o pubbliche. La Consulta ha dato ragione a chi sosteneva la natura privatistica e torto al ministro dell'economia Giulio Tremonti, bloccando quindi il progetto suo e di Umberto Bossi di aprire le Fondazioni (e le loro cassaforti) a Regioni, Province e Comuni.
La prova di fiducia.«In virtù degli sviluppi - continua Poli - una decina di giorni fa mi sono sentito in dovere di chiedere ai sei consiglieri le dimissioni unendo le mie, in modo da chiedere al comitato d'indirizzo una prova di fiducia. La prova di fiducia è venuta venerdi». Quando saranno nominati i due vicepresidenti? «Quando - risponde il presidente - conosceremo i dettagli della sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto le modifiche proposte dal ministro Tremonti».
La stanza dei bottoni.Vediamo più da vicino chi sono gli uomini nel consiglio d'amministrazione. Poli è presidente dell'Associazione commercianti della provincia di Pavia e amministratore delegato della Confcommercio, Astolfi è stato consigliere comunale Ds e tre anni fa entrò nel comitato d'indirizzo come rappresentante del Comune di Pavia. Crovace è presidente provinciale di Alleanza nazionale e fu nominato a suo tempo nel comitato in rappresentanza della Provincia di Pavia. Galimberti (Lega Nord, vicepresidente uscente della Fondazione e membro dell'autority sulle onlus) entrò per la Provincia di Milano. Bianchi (vicino al sindaco milanese Gabriele Albertini) entrò per il Comune capoluogo regionale. Balboni (Margherita) venne espresso dalle Università Statale, Cattolica e Bocconi. Monetti dalla Camera di Commercio di Como. I sei, una volta nominati nel cda della Fondazione, si erano dimessi dal comitato.
I pavesi nel comitato.Il comitato d'indirizzo, che ha nominato venerdi il consiglio d'amministrazione, è il 'parlamentino" della Fondazione. E' costituito da 26 persone in rappresentanza di Comune e Provincia di Pavia e Milano, Camera di Commercio di Pavia, Milano e Como, Comuni di Crema, Cremona, Brescia e Bergamo, Parchi del Ticino e del Mincio, Università e Centri servizi volontariato della Lombardia. I pavesi membri del comitato d'indirizzo sono Guglielmo Cajani (indicato dal Comune di Pavia), Paolo Cherubino (Università dell'Insubria), Giorgio Goggi e Alberto Majocchi (Università di Pavia) Aldo Maugeri (della Fondazione Maugeri), Gabriele Pelissero (della Clinica Beato Matteo di Vigevano, cooptato dal comitato d'indirizzo), Giorgio Rondini (Provincia di Pavia), Giovanna Ruberto (indicata dalle Acli in rappresentanza del Centro servizi volotariato di Pavia), il vigevanese Bruno Stopino (Camera di Commercio di Pavia), don Franco Tassone (Casa del Giovane), Gianluigi Vecchi (nominato per i Parchi lombardi).
E Pavia cresce.Il 'parlamentino", osserva un autorevole addetto ai lavori, «assicura una gestione della Fondazione equilibrata e unitaria sulle scelte fondamentali. I componenti del cda e del comitato d'indirizzo sono entrati con una precisa casacca, ma nello svolgimento del mandato l'hanno lasciata fuori della porta e tutte le decisioni sono prese all'unanimità». Tuttavia, gli enti di Pavia e Milano detengono il controllo con una quota complessiva di circa il 70%. Del crescente peso di Pavia nella Fondazione sono indizi non secondari la recentissima probante conferma di Poli alla presidenza e la decisione, alcuni mesi fa, di trasferire la sede da Milano al Palazzo Brambilla in Strada Nuova, con il cruciale sostegno della Banca Regionale Europea di cui è vicepresidente Mario Cera.