Zaccheroni, subito «3-4-3» con la Roma
MILANO. L'entusiasmo legato alla novità Zaccheroni da una parte, il test probabante davvero del posticipo di domani con la Roma, ma anche l'amarezza per il caso-Kallon. E Massimo Moratti, il presidente dell'Inter, che tra mille problemi almeno dal doping si era sempre sentito immune, è sbigottito e incredulo. «Da anni l'Inter si batte contro questa piaga, quel che è accaduto mi rattista. Credo alla buona fede di Kallon e attendo le contro analisi. Però esigo una spiegazione», tuona il presidente. L'Inter però, che ha già sette punti di ritardo dalla coppia Milan-Juve, adesso deve pensare anche al campo. Li Zac sta già lavorando per modificare il 4-4-2 di Hector Cuper. Ieri nel test undici contro undici, entrambi gli schieramenti erano disegnati secondo il 3-4-3.
Zac ha comunque mescolato le carte almeno nella scelta degli uomini: da una parte quelli che potrebbero essere considerati la difesa e l'attacco titolari, con la retroguardia formata da Cordoba, Cannavaro e Materazzi e il tridente con Recoba a destra, Vieri al centro e Kily Gonzalez a sinistra. A centrocampo, questa stessa formazione ha presentato una linea con Javier Zanetti, Lamouchi, Farinos e Luciano. Dall'altra parte, a centrocampo, si sono visti invece Helveg, Cristiano Zanetti, Almeyda e Coco. Accantonati, al momento, Brechet e Okan. Inserendo il capitano in questo centrocampo, non è difficile individuare quello che potrebbe essere l'undici titolare da opporre alla Roma: sempre che Cristiano Zanetti abbia superato completamente l'affaticamento muscolare che si è portato dietro da Mosca. Il modulo 3-4-3 di Zac nacque a Udine per una fortunata emergenza: la mancanza di uomini costrinse il tecnico romagnolo a schierare una punta in più al posto di un difensore. Andò talmente bene che l'Udinese concluse al terzo posto in campionato. Al Milan diventò un 3-4-1-2 con Boban rifinitore, soluzione che portò allo scudetto, mentre alla Lazio fu costretto ad accantonare il 3-4-3 per mancanza di risultati (5 punti in 5 partite) e a tornare al 4-4-2 del quale era stato un convinto sostenitore solo nei primi anni di carriera. L'Inter deve comunque vincere contro la Roma (con la quale peraltro c'è una tradizione favorevole di 7 vittorie nelle ultime 8 gare a San Siro), dal momento che i nerazzurri mancano l'appuntamento con i tre punti da 4 partite. E allora qualche rischio si può anche prendere. Zac potrebbe comunque rifugiarsi nel 4-4-2, ereditato da Cuper, magari scegliendo giocatori che in corso d'opera abbiano la duttilità per cambiare modulo. Non sarebbe difficile ripensando alla ipotizzata formazione titolare: dal 4-4-2 al 3-4-3, Coco salirebbe da terzino sinistro a esterno di centrocampo, lasciando i tre dietro, e Kily avanzerebbe dalla posizione di esterno di centrocampo a completare il tridente. Un tridente che in ogni caso favorirebbe le caratteristiche di Vieri, almeno consultando i precedenti: con Zaccheroni in panchina, si sono laureati capocannonieri sia Bierhoff (27 reti nel 1997-98 con l'Udinese), sia Shevchenko (24 reti nel 1999-2000 con il Milan). E Vieri aspetta fiducioso.