Don Marabelli, a 10 anni dalla morte lo ricorda la sua gente

PAVIA.Dieci anni fa, all'età di settantadue anni, moriva don Paolo Marabelli. Una vita spesa per metà al servizio della comunità di Mirabello, che si appresta a celebrare l'anniversario della sua scomparsa domani mattina, con una messa nella parrocchia di Santa Maria Assunta. Nato a Zerbo il 14 febbraio 1921, don Paolo diventa sacerdote il 3 giugno 1944. Suoi compagni di messa sono il Cardinale Virgilio Noè, don Elia Zucca, il missionario Padre Dellisandri, don Lorenzo Donelli e don Carlo Diegoli, scomparsi recentemente. Mentre svolge i primi servizi sacerdotali ha modo di esprimere la sua ricchezza umana e spirituale insegnando lettere in seminario e religione nelle scuole pubbliche. Viene nominato parroco di Mirabello nel 1957, e vi rimane fino alla sua morte avvenuta alle ore 19 del 24 ottobre 1993.
Ricca è la personalità di questo parroco: gli anni trascorsi a Mirabello ne mettono in luce la passione per la storia, ma anche per l'arte, il bello, la musica sacra. Passioni di cui restano tracce vive nel restauro del campanile, dell'orologio, delle campane e dell'interno della chiesa, ma anche attraverso le icone della Madonna, gli stemmi e i personaggi popolari, dipinti sulle facciate delle case e nelle edicole dei crocevia, testimonianza del suo interesse per la storia locale.
Il suo amore per la musica lo porta a fondare la Corale di Mirabello, che dirige egli stesso fino a quando gli oltre trenta membri confluiranno nella corale Verdi.
Ma degno di nota è soprattutto il suo amore per l'oratorio e per la gente della comunità, per cui realizza aule per il catechismo, il grande salone, il bar e i numerosi campi da gioco, oltre alle molte infrastrutture che hanno permesso, nell'anno del Giubileo, l'inaugurazione delle Opere Parrocchiali: un poliambulatorio e una palestra, strutture sostenute anche dalla Fondazione Marzani per favorire la cura e l'aggregazione delle persone anziane. «Don Paolo è un esempio da imitare per tutti noi, sacerdoti e laici - ha detto l'attuale parroco di Mirabello don Antonio Razzini - la sua passione più grande è la passione per l'uomo, che è poi la passione stessa di Dio di cui il sacerdote diventa 'segno prezioso"».
Un amore per l'uomo che si evidenzia, oltre che nelle strutture volute e fatte costruire dal sacerdote, soprattutto nelle sue opere umane tra i carcerati o tra persone bisognose che quotidianamente bussavano alla Casa Parrocchiale.
«La vita di quest'uomo è stata caratterizzata da una costante ricerca del dialogo spirituale del confessionale. - ricorda don Antonio - Durante i suoi funerali il vescovo Monsignor Volta citava il caso curioso di quando, durante una caccia al tesoro, i bambini dovevano scoprirlo: il tesoro, per volontà degli organizzatori era proprio lui, don Paolo! Alla fine una bambina lo trovò, seduto nel segreto del confessionale».
Numerose le pubblicazioni del parroco-scrittore, segno della sua passione per la storia, non tanto la storia dei «grandi» quanto quella della realtà locale. Don Paolo scrive infatti «Mirabello di Pavia: il Parco, la Battaglia, la Parrocchia», i due volumi sulle «Care macchiette pavesi», e le opere in cui ricerca e spiega gli «Stemmi dei Vescovi Pavesi» e le «Edicole murali delle Madonne pavesi».
Maria Fiore