Schieramenti rimescolati La Turco: dov'è la Bindi?
ROMA.Il divorzio sprint, bocciato dalla Camera, ha rimescolato gli schieramenti, incidendo sull'ala cattolica e su quella liberal della maggioranza e provocando il distinguo di buona parte della Margherita dal resto del centrosinistra. Due esponenti della Margherita, che per di più di chiamano entrambi Bianco, sono su schieramenti opposti: Gerardo contrario («non parteciperò alle votazioni» aveva annunciato ed è stato di parola), Enzo per il si («non è protraendo artificialmente la vita del matrimonio che si risolvono i problemi»).
Forse in pochi avevano messo in conto la possibilità di un esito negativo, che avrà probabilmente una grande eco nell'opinione pubblica, già alla prima votazione, su due emendamenti soppressivi identici di Lega e Udc. Infatti per giorni il lavoro diplomatico di mediazione si era concentrato su altri emendamenti che miravano ad escludere dal percorso sprint le (ex) coppie con figli piccoli. Infatti un altro esponente dei dielle Giuseppe Fanfani aveva dichiaratamente legato il proprio assenso alla proposta di legge solo a condizione che ci si fosse trovati di fronte ad una «famiglia già dissolta in cui non esiste contenzioso» e senza «figli minorenni da tutelare».
Lega e Udc graniticamente contro, centrosinistra come di prammatica a favore, salvo la Margherita, la cui posizione ufficiale era di astensione. Decisivi i voti di An e FI che pure hanno una pattuglia di «laici» e «liberal». Ridotto lo scarto tra i favorevoli (202) e i contrari (218) alla proposta di legge (presentata dai Ds, prima firmataria Elena Montecchi) che avrebbe ridotto drasticamente gli anni di separazione per poter chiedere il divorzio. In più voto segreto: chiesto dal capogruppo di Forza Italia Elio Vito e concesso da Casini.
A bocciatura avvenuta il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi (FI) chiosa: «I neo guelfi si sono ricompattati». Biondi punta il dito contro il voto segreto e parla di pagina «non esaltante». E' «amareggiata» Chiara Moroni del nuovo Psi, mentre Bobo Craxi parla di una «vittoria di Pirro».
Parte anche la guerra delle cifre con il centrosinistra che punta il dito contro i banchi vuoti della Margherita. Trentatre deputati della Margherita non hanno preso parte alla votazione. Circa il 44% del gruppo. Ma molti gli assenti anche tra i banchi dell'Udeur, sette (circa il 63%) e dell'Udc, sei (il 15%).
Mancavano poi 26 esponenti di Forza Italia (14 per cento), 25 di An (25 per cento) e 24 dei Ds (17,6 per cento). Una sola assenza invece nella Lega. «Dov'era Rosi Bindi?» ha chiesto Livia Turco. Ma il coordinatore dei dielle Lusetti ha gettato acqua sul fuoco. «Le assenze eccellenti della Margherita - precisa - sono di deputati tutti in campagna elettorale per il Trentino». E il capogruppo Ds Violante precisa: «La legge è stata ammazzata dal centrodestra» non dalla Margherita.