Nel carniere 21 esemplari protetti Bracconiere bloccato e denunciato
GARLASCO. Nel carniere aveva 21 esemplari di uccelli appartenenti a specie protette. La tappa venatoria in Lomellina di un cacciatore bresciano si è trasformata in un elenco di reati. Sorpreso da quattro vigili provinciali, dipendenti dall'assessorato alle Politiche faunistiche, e da una guardia venatoria volontaria ambientalista, è stato denunciato all'autorità giudiziaria.
L'ennesimo colpo al bracconaggio e alla strage di uccelli protetti è stato inferto mercoledi pomeriggio, nelle campagne di Garlasco, dove il cacciatore bresciano attirava gli uccellini con l'ausilio di un registratore sul quale erano incisi i canti di specie protette, pratica vietata e penalmente punita dalla legge sulla caccia. Ma le irregolarità non finiscono qui: il cacciatore usava un fucile a più di tre colpi (altra situazione sanzionata penalmente), aveva due reti per l'uccellagione e, soprattutto, aveva abbattuto 21 esemplari protetti.
Nascosti in un capanno, sono stati trivati 10 pispole, 10 spioncelli e un migliarino di palude. Fucile, registratore, reti ed uccelli sono stati sequestrati. «Nel caso di tutte e tre le specie - dichiara Cristina Nera, ambientalista del settore caccia del Wwf pavese - si tratta di uccelli migratori del peso di pochissimi grammi, che passano nelle nostre regioni dopo aver nidificato a centinaia di chilometri da qui. Abbattendoli si arreca danno alla fauna di tutta Europa. La grande permissività dell'Italia, Lombardia in testa, in materia di caccia ai piccoli uccelli ci colloca all'ultimo posto in Europa per quanto riguarda la tutela dell'avifauna migratoria. Un esempio eclatante è dato dall'allodola, in preoccupante calo in tutti i paesi europei, che nella nostra regione è cacciabile con numeri impressionanti: il limite di carniere giornaliero è di trenta per ogni cacciatore».
L'episodio non è il primo segnalato in Lomellina dall'inizio della stagione della caccia, avviata il 21 settembre. I vigili provinciali, spesso in collaborazione con le guardie volontarie della Lipu e del Wwf, hanno già operato diverse denunce per l'abbattimento di specie protette, uso di mezzi di caccia non consentiti e maltrattamento dei richiami vivi per la caccia di appostamento. (l.g.)