Il sindaco di Torre Beretti: «Dal prefetto ora vado io...»

TORRE BERETTI. Come già la minoranza del capogruppo Francesco Paraporti, anche il sindaco Fabio Lambri ha intenzione di illustrare la situazione al prefetto Domenico Gorgoglione. Proprio l'altro ieri Paraporti, Cristiano Galaschi e Francesco Sironi avevano incontrato il prefetto per comunicare la ripetuta mancanza del numero legale da parte della maggioranza che di recente aveva denunciato i tre rappresentanti dell'opposizione per diffamazione.
Ora, a sua volta Lambri replica anticipando di volersi rivolgere a Gorgoglione. «Desidererei precisare un fattore determinante: credo che il bersaglio politico della minoranza sia il sottoscritto - spiega il sindaco - Fra sei mesi andremo alle urne per rinnovare sindaco e consiglio comunale e, guarda caso, la minoranza tira fuori dal cilindro un articolo del regolamento comunale relativo alle interpellanze: perché negli ultimi quattro anni non lo aveva evidenziato? Perchè aspettare solo ora?». Da mesi, ormai, il consiglio comunale di Torre Beretti attende di discutere i documenti su guerra in Iraq, il referendum sull'indipendenza della località Castellaro e l'attività della giunta dal 1999 a oggi. Insomma il pomo della discordia fra le controparti: un passaggio del documento è stato infatti ritenuto offensivo da Lambri. A seguire, il sindaco ribadisce la sua interpretazione dei fatti: «Gli articoli 35 e 36 parlano di interrogazioni e non di interpellanze o di ordini del giorno. In municipio non sono mai arrivate interrogazioni da discutere in sede di consiglio». Secondo Paraporti, il sindaco avrebbe infatti dovuto mettere in cima agli argomenti da affrontare i tre temi in questione. «Certo, l'articolo 37 parla di interpellanze, ma non precisa nulla in relazione all'ordine di discussione delle stesse».
Inoltre, nella seduta del 27 settembre scorso, Lambri ha inserito come primi punti all'ordine del giorno la surroga di un consigliere dimissionario, l'approvazione dei verbali, le variazioni di bilancio e la ricognizione dei programmi, «che, per legge o per giurisprudenza, vengono prima di tutti gli altri argomenti da porre in consiglio». E infine ancora il sindaco: «Ricordo che Paraporti è stato sindaco di Mede e Sironi consigliere comunale per molti anni. Dovrebbero essere al corrente della consuetudine delle assemblee cittadine. Da ultimo, mi chiedo perché la minoranza non ha approvato da sola i tre punti in questione come ha fatto per la medaglia d'oro al presidente Berlusconi. O si accorge dei regolamenti solo in caso di necessità?». (u.d.a.)