Condono e beni artistici: nuovo terreno di scontro
ROMA.Un vertice slittato, un emendamento spurio che si scopre avere un nobile padre, una fiducia sempre più scontata. Si complica il cammino del superdecreto fiscale. Ieri un vertice dei capigruppo della maggioranza avrebbe dovuto decidere il destino dei mille e passa emendamenti della Cdl sul superdecreto. E' slittato ad oggi. «Devono partecipare anche i capigruppo della Camera - spiega Ivo Tarolli, Udc, relatore del superdecreto - perché non vorremmo che una decisione presa al Senato fosse poi ribaltata alla Camera». Ma un contestato emendamento firmato proprio da Tarolli, svela malumori all'interno della maggioranza.
Silenzio-assenso.L'emendamento contestato prevede che entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge le Soprintendenze regionali debbano dire se un bene artistico è protetto oppure no. Nel caso di silenzio, o di ritardo, alla scadenza dei due mesi il bene viene considerato vendibile. Urbani, ministro dei Beni culturali dice che l'emendamento non era stato approvato dal governo, stessa posizione del ministro dell'Ambiente, Matteoli.
«Non autorizzato».Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, interviene nella polemica richiamandosi a una circolare di Berlusconi che stabilisce che un emendamento per avere l'imprimatur del governo deve portare la firma di Tremonti e la sua, del Giovanardi medesimo.
«L'ha voluto il Tesoro».Tarolli abbozza per un giorno e mezzo, poi chiama i giornalisti e spiega: «Quello è un emendamento che mi è stato sollecitato dal ministero dell'Economia». Ovvero: Tremonti lo sa, è Giovanardi che non è stato avvertito. E aggiunge: «Per il momento l'emendamento resta. Si potrebbero cambiare i tempi da 2 a 3 mesi, forse 4».
Condono: si cambia, forse.«Una misura sbagliata dal punto di vista politico ed educativo», dice del condono Bruno Tabacci, Udc, presidente commissione Attività produttive della Camera. «Stiamo valutando dei limiti più stretti - dice Tarolli - è stato inserito per fare gettito, ma c'è un limite oltre il quale anche il gettito non può andare. Bisogna fissare questo limite». La questione è quella legata ai 750 metri cubi sanabili. Se moltiplicati per tutte le particelle di uno stesso edificio alla fine fanno sanare interi palazzi. E' quello che si chiede di bloccare.
Pensioni: Maroni si appella. Il ministro del Welfare ha detto ai sindacati che c'è ancora tempo per dialogare. No secco dai leader che preparano lo sciopero generale del 24. Le proposte - ha detto il leader Cisl Pezzotta - le abbiamo già fatte e non ci hanno risposto: «Ora facciamo lo sciopero, poi se il governo cambia proposta possiamo discutere». I segretari di Cigl, Cisl e Uil hanno incontrato il presidente Rai Annunziata per avere spazio in Tv. Oggi decisione del Cda di Viale Mazzini.