Dalla Bassa altro no al Villoresi
COSTA DE' NOBILI. Prosegue il braccio di ferro tra sei Comuni della Bassa Pavese, assistiti dall'Adiconsum, e il Consorzio Villoresi. Dopo la replica dell'ente di bonifica e irrigazione al caso degli aumenti vertiginosi a carico dei consorzisti, è la volta del sindaco di Costa de' Nobili e degli altri cinque centri interessati (Zerbo, Pieve Porto Morone, Badia Pavese, Monticelli e Chignolo Po) replicare. La novità è che alla questione del caro-cartelle s'è aggiunto il parere negativo che i sei Comuni hanno già comunicato alla Regione sull'intervento straordinario previsto dal Villoresi sul Colatore Olonetta.
Un intervento molto costoso, quello sull'impianto di sollevamento (1 milione e 550 mila euro, circa 3 miliardi di lire), che dai sei Comuni viene considerato sostanzialmente inutile.
Torniamo alla polemica sui maxi-aumenti. Il Consorzio li aveva giustificati, in pratica, con il fatto che la Bassa Pavese è a rischio alluvione e quindi necessita di opere onerose, non eseguite in precedenza. Il Villoresi aveva presentato un prospetto di opere realizzate dal 1999, o in fase di realizzazione, per un importo totale di quasi 3 milioni di euro. «Ma quelle opere - sbotta il sindaco di Costa de' Nobili, Piera Malinverno - sono state finanziate all'80% dalla Regione». Per quanto riguarda il Colatore Olonetta, il 20% che resta a carico del Villoresi ammonta a circa 300.000 euro, da suddividere tra i sei comuni: in media circa 50.000 euro (ma l'importo esatto è commisurato alla grandezza del paese), una mazzata per centri cosi piccoli. Basti pensare che Costa, un comune di 370 abitanti, dovrebbe pagare 60.000 euro.
«Il piano di riparto delle spese del Villoresi è assurdo - attacca Cesare Germani, responsabile dell'Adiconsum - perché prevede un carico tributario pesantissimo sui sei paesi della Bassa, come se fossero responsabili delle alluvioni. Ma è come far pagare tutto a Venezia per l'acqua alta. Questi comuni, quando c'è un'alluvione, si trovano con danni ingenti perché a monte non si fa alcun intervento serio. La conseguenza è che la Bassa si ritrova sommersa d'acqua e poi deve anche sborsare un sacco di soldi. Il Villoresi, oltretutto, si è basato su dati catastali vecchi e questo ha provocato l'invio di molte cartelle sbagliate. Ma su questo caso noi vogliamo coinvolgere anche la prefettura e la Regione».
Intanto questa settimana dovrebbero essere depositate le prime sentenze della commissione tributaria sui 60 contenziosi aperti dall'Adiconsum tramite l'avvocato Olga Moscato. «Sono i primi ricorsi contro questi tributi - dice l'avvocato - e la commissione ha studiato la questione con molta attenzione». (l.si.)