Giovanni Paolo II: fino all'ultimo respiro

CITTA' DEL VATICANO.«Fino all'ultimo respiro» Giovanni Paolo II svolgerà il suo ministero. Lo ha ripetuto fra gli applausi ai cardinali del Sacro collegio, riuniti nella Sala Nervi e poi a pranzo con lui a Santa Marta, dove saranno allestiti gli alloggi in caso di conclave. Ancora una volta è il Papa in persona a mostrare la propria malattia e a spazzare via tutte le voci di possibili dimissioni.
Wojtyla fatica a parlare e a muoversi. E' sempre più spesso costretto ad affidare ad altri la lettura dei suoi discorsi. Eppure ricorda alla Chiesa che «il coraggio nel proclamare il Vangelo mai deve venir meno; anzi, sino all'ultimo respiro deve essere il nostro pricipale impegno, affrontato con dedizione sempre rinnovata». Parole neppure dette, soltanto scritte nel discorso distribuito ai cardinali e alla stampa che il Papa non ha potuto pronunciare.
Giovanni Paolo II ha preferito risparmiare le sue energie per parlare di Medio Oriente, quando dopo il pranzo i cardinali gli hanno fatto dono di 750mila euro. Il Papa ha voluto destinarli alla comunità cattolica in Terra Santa, rinnovando l'invito all'impegno e alla preghiera per la pace. Commosso, Wojtyla ha rinnovato l'appello alla coesione della Chiesa e ha chiesto aiuto, con le preghiere, a sostenere «il peso della Croce», come da più parti è stata definita in questi giorni la sua sofferenza. Non si è sottratto, infine, nel dare appuntamento per gli ulteriori impegni di questi giorni: la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, stamattina, e il Concistoro martedi quando consegnerà le porpore a 30 nuovi cardinali, più uno che resta in pectore ossia noto solo al Papa.
Saranno momenti faticosi ai quali Giovanni Paolo II non intende sottrarsi e per affrontare i quali ha chiesto l'aiuto e la preghiera dell'intero collegio cardinalizio. Ieri, comunque, è stato un momento conviviale e di riposo. La sua intenzione a continuare «fino all'ultimo respiro» il Papa l'ha manifestata di fronte a una grande torta a forma di San Pietro, sovrastata da una tiara e con venticinque candeline sorrette dal colonnato.
E' stata la conclusione di un pranzo sontuoso preparato dal personale di Santa Marta: mousse di gamberi rosa rivestita, fagottini di fagiolini e carotine al vapore, risotto al limone in forma intera di grana guarnita, ravioloni con ripieno di cernia e verdure in salsa rosa. Il menù della festa prevedeva anche anatra all'arancia in bellavista contornata da bocconcini di vitello con funghi porcini e lamelle di tartufo bianco. Tre i contorni, carciofi alla romana, patatine nocciola, punte di asparagi San Daniele. Il vino veniva dalla Croazia, donato al Papa nel suo ultimo viaggio. (l.v.)