«Sbaglia chi delocalizza»

VIGEVANO.Quanto incide la concorrenza cinese sulla crisi delle aziende vigevanesi? «Sicuramente per una parte importante - afferma Claudio Cerri, responsabile della Camera del lavoro di Vigevano - ma bisogna prendere in considerazione un quadro più generale. Va bene parlare di concorrenza e competitività, ma bisogna capire se l'industria manifatturiera decide di fare concorrenza attraverso il costo di unità di prodotto». La concorrenza, cioè, avverte Cerri, non si deve basare sui costi della manodopera «perché oggi c'è la Cina, domani potrebbe esserci qualche altro Paese. La Cina nel 2005 entrerà nel Wto. Noi sosteniamo che c'è un problema di modelli sociali». C'è anche la questione degli imprenditori italiani che delocalizzano in Paesi a costi di manodopera irrisori. «Le aziende manifatturiere sbagliano a delocalizzare esclusivamente per una ragione di costi - afferma Cerri - perché cosi il mercato italiano viene considerato solo come un mercato di consumi e non di produzione. Servono politiche industriali che privilegino le aziende che restano in Italia rispetto a chi delocalizza». Altro problema evidenziato da Cerri è che in Cina hanno acquisito un livello di professionalità elevato. «Allora si devono mettere delle regole valide per tutti sul rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone - afferma il sindacalista - Comunque, il cosiddetto 'pericolo giallo" a bocce ferme crea problemi, ma può essere fronteggiato con una politica industriale seria. Purtroppo né la politica economica e industriale del governo, né la Finaziaria aiutano il Paese ad andare in questa direzione». (d.a.)