Una nipote vive a Rivanazzano Poi c'è il ramo della Toscana
CASTEGGIO.«Si è fatta molta confusione sui discendenti di Luigi Coralli e anche sull'episodio della sua morte. Certi illazioni sono del tutto destituite di ogni fondamento». Chi parla è Filippo Coralli, appartenente al ramo toscano della famiglia dell'eroe casteggiano, imparentato con un ramo collaterale dei Medici. Vive a Prato, ma segue sempre con grande attenzione e devozione le vicende riguardanti l'avo che si copri di gloria sul Grappa, meritando la medaglia d'oro al valor militare alla memoria. «Chiariamo intanto le cose per quanto riguarda la famiglia. Luigi Coralli aveva due fratelli: Felice, il generale, ed Ermenegildo. Quest'ultimo ebbe quattro figli: un altro Felice, Anna che si fece suora, Eleonora ed Ermelinda, l'unica nipote ancora vivente (ha 96 anni e abita a Rivanazzano). Felice ebbe un figlio adottivo e da lui discende il ramo toscano». Quanto alla morte, «l'ipotesi che a uccidere Luigi fu un cecchino non sta in piedi. I fatti si svolsero secondo la ricostruzione ufficiale dell'esercito. Se qualcuno ha le prove per dimostrare il contrario, le tiri fuori». Filippo Coralli sarà a Voghera per la cerimonia del 9 novembre.