Sciopero, il pm perde un altro round
PAVIA.La scena, ieri, è stata la stessa di martedi: il pubblico ministero che contesta l'avvocato sullo sciopero, l'avvocato stesso che replica seccato, il tribunale che dispone il rinvio dell'udienza, non accogliendo la richiesta del pm. Dunque prosegue la personale battaglia - finora senza successo - del sostituto procuratore Luisa Rossi contro le modalità con le quali gli avvocati hanno aderito allo sciopero nazionale di cinque giorni, da lunedi scorso fino a domani.
Ieri erano in programma udienze davanti al tribunale riunito in composizione collegiale. Al primo processo si è presentato l'avvocato difensore Marco Casali - che tra l'altro è componente del direttivo della Camera penale di Pavia - confermando la propria astensione e quindi chiedendo ai giudici di rinviare l'udienza, come accaduto per la quasi totalità di quelle programmate in settimana.
Ma la Rossi si è opposta al rinvio (come aveva fatto martedi nelle udienze preliminari), sostenendo che l'avvocato avrebbe dovuto depositare per iscritto in cancelleria, e con qualche giorno di anticipo, la comunicazione dell'adesione allo sciopero.
Casali non ha nascosto il proprio fastidio per la posizione assunta dal pm. «A parte il fatto che secondo me la comunicazione preventiva, anche a voce, non è obbligatoria - spiega - la richiesta del sostituto procuratore mi pare davvero fuori luogo: oltre ad aver comunicato verbalmente in cancelleria, nei giorni scorsi, la mia adesione, mi sono presentato comunque in udienza, come atto di cortesia. In questo modo, infatti, viene risparmiato all'ufficio l'obbligo di notificare per posta l'avvenuto rinvio dell'udienza. Di fronte a questo gesto di cortesia mi devo sentire persino sorbire le accuse del pubblico ministero...». Il tribunale, comunque, ha respinto la richiesta della Rossi e accolto quella dell'avvocato, rinviando l'udienza. (l.si.)