La musica etnica nel cortile di casa
VOGHERA. Nei club di mezza Europa la musica etnica è la tendenza del momento. Tra le risaie e gli Appennini, invece, i giovani nemmeno sanno che suono abbia un piffero di montagna o la fisarmonica che per i loro nonni era lo strumento quotidiano. Musica folk, si chiamava prima che la moda parlasse di tendenze etniche. E alla musica folk, alla cultura popolare oltrepadana, il Comune di Voghera con il centro Adolescere dedica quattro domeniche consecutive. «Autunno Folk» è una manifestazione nata per valorizzare i suoni della tradizione e per raccontare ai ragazzi dell'era Internet la terra in cui sono cresciuti.
Cultura popolare, tradizioni del territorio: un invito a nozze per l'assessore leghista alla cultura Giancarlo Gabba che per conto del Comune ha organizzato la manifestazione in collaborazione con il centro Adolescere. L'autunno Folk di Voghera è alla seconda edizione e si adatta alle esigenze: guarda ai giovani, ma non dimentica che chi è più in là con gli anni è di solito più attento alla cultura. Popolare o meno che sia.
Sulle tavole del teatro del centro si alterneranno cosi le «Voci di Fego» nel repertorio delle mondine, i pifferi e la fisarmonica della tradizione dell'Appennino, la mandolinistica vogherese e, per chiudere una lezione-dimostrazione sul violino dei poveri.
Cos'è il violino dei poveri?
«E' la fisarmonica - spiega Fabrizio Poggi, virtuoso della fisarmonica e curatore di un libro-Cd sul folk oltrepadano -. Lo strumento che un tempo tutti suonavano e che è stato riscoperto soltanto dopo che la musica popolare americana ha fatto breccia anche in Italia».
Passato, presente, legami territoriali: perchè un coro appenninico canta le canzoni delle mondine: «Perchè le mondine delle risaie lomelline arrivana in gran parte dalle colline dell'Oltrepo», spiega Roberto Sacchi, musicista ed esperto di tradizioni popolari. Il senso del festival di cultura popolare che si svolgerà al centro Adolescere dal 26 ottobre al 30 novembre sta qui: riportare sotto i riflettori suoni e voci quotidiane un tempo, dimenticate oggi.
«Il valore educativo di un'operazione simile sta tutto nel recupero della memoria - spiega il direttore di Adolescere Gianni Schiesaro -. Non è un'operazione accademica o puramente folkloristica: si tratta invece di recuperare valori antichi e profondi, valori condivisi dalle generazioni che hanno vissuto e plasmato culturalmente questo territorio». (s. ro.)