Manovra, bocciatura a tutto campo
ROMA. Ancora bocciature per la Finanziaria, tutte autorevoli. Il menù di giornata vede critiche da parte della Banca d'Italia, di Confindustria, della Corte dei Conti, di Province e Comuni. Antonio Fazio le critiche le muove nel linguaggio del Governatore della Banca d'Italia. Snocciola dati che parlano da soli: sulla crescita del 2003 («meno dello 0,5%»), su quella del 2004 («mi pare ardito l'obiettivo dell'1,9%»), sui condoni e le una tantum («possono influire negativamente su investimenti e prospettive di sviluppo»).
I numeri fanno più male delle parole, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non mette tempo in mezzo e risponde stizzito a Fazio: «Un conto è giocare con i numeri, un conto è rispondere a una responsabilità di governo».
Ma non c'è solo Fazio a contestare la manovra. Antonio D'Amato, presidente di Confindustria, anche lui convocato al Senato per le audizioni di deputati e senatori sulla manovra, boccia le misure con linguaggio più diretto: «Se devo dare una valutazione su questa Finanziaria direi: poco rigore e pochissimo, anzi niente, sviluppo». Da Capri anche gli industriali Under 40 confermano: «È una manovra di galleggiamento, manca una strategia organica, una visione d'insieme», dice Anna Maria Artoni, presidente dei giovani industriali.
Messi peggio in Europa.A chi gli fa notare che in Europa c'è chi sta peggio di noi Antonio Fazio risponde che no, non è vero. L'economia dell'Ue va male, ma quella dell'Italia «si distingue in basso». Abbiamo avuto un drammatico calo della produzione industriale, dice il governatore, «andremo peggio delle altre economie».
Spese e tasse.«Il debito cresce», dice Fazio. «Torna ad ampliarsi il divario fra il fabbisogno e l'indebitamento netto». Occorre, invece, puntare sull'abbassamento delle spese per abbassare le tasse.
«Ardito obiettivo».L'1,9 di crescita del Pil per il 2004 «è obiettivo ardito», dice ancora il Governatore. «Richiederebbe di realizzare, nel corso del prossimo anno, un tasso di crescita del 3%». Come? «Con l'avvio di lavori pubblici veri».
No ai condoni.Sui condoni Antonio Fazio e Antonio D'Amato sono d'accordo. «È assolutamente negativo - dice il presidente di Confindustria - contraddittorio rispetto alla lotta all'economia sommersa». «Il reiterato ricorso a condoni - dice Fazio - determina incertezze sulla cogenza delle norme. Possono sorgere problemi applicativi. Il protrarsi dell'attesa da parte degli operatori economici di interventi volti a correggere in modo strutturale i conti pubblici può influire negativamente sugli investimenti e sulle prospettive».
Pensioni, accelerare.Altro punto di contatto Fazio-D'Amato: pensioni. «Solo un innalzamento graduale, ma tempestivo, può consentire di mantenere invariato il grado di copertura offerto ai lavoratori, il rapporto fra pensione e retribuzione», dice Fazio. «Il problema è capire cosa succede da oggi al 2008: non possiamo aspettare quella data senza far nulla».
Male il Sud.Le politiche per il Mezzogiorno - dice D'Amato a senatori e deputati - corrono il rischio di subire un «forte rallentamento. Ci sono aree per le quali ci sono forti preoccupazioni».
Inflazione.«Va combattuta seriamente. Il nostro Paese - dice D'Amato - sta accumulando un divario d'inflazione, divario di competitività, emblematico». «Il cambio di moneta svantaggia sempre i consumatori e i risparmiatori - dice Fazio - ma l'effetto degli arrotondamenti non arriva al mezzo punto percentuale». Affermazione che gli scarica addosso la protesta delle associazioni consumatori.