Spessa Po contro Portalbera Nuova lite tra i 2 Comuni per i confini

SPESSA. Duello fra sindaci in Regione per un pezzo di terra. Luigi Bogliardi, primo cittadino di Portalbera, e Vincenzo Bertoni, collega di Spessa, si sono ritrovati davanti ai funzionari del Pirellone l'altro giorno per un nuovo confronto a proposito della 'guerra" di confini che li contrappone ormai da qualche anno. A portare l'offensiva, come noto, è il Comune oltrepadano. Che rivendica una fetta di territorio del paese limitrofo. Richiesta da sempre sdegnosamente rifiutata da Spessa. La disfida milanese fra i due contendenti continua. A Milano ognuno è rimasto arroccato sulle proprie posizioni.
Bogliardi, si legge nel verbale della conferenza di servizi, ha addotto come motivazione per la modifica territoriale «motivi storici e una migliore gestione della viabilità e del servizio di vigilanza e sorveglianza, nonchè l'attuale corso del Po che determina il distacco del terreno da Spessa, rendendolo strettamente confinante con Portalbera». Di tutt'altro avviso Vincenzo Bertoni. Secondo il quale, dietro questa insolita richiesta, non ci sono affatto motivazioni storico-viabilistiche.
Molto più prosaicamente è una questione di soldo. «L'area in questione - è stata la risposta del sindaco di Spessa - potrà essere inserita nel Piano cave regionale e porterà grandi benefici economici all'ente proprietario. Da studi geologici, poi, si evince che il fiume non dà garanzie di mantenimento dell'attuale alveo, prospettando per il futuro la possibilità che si manifesti la stessa richiesta, ma a parti invertite». Bertoni ha anche ricordato ai funzionari della Regione che «lo statuto prevede un referendum popolare per simili iniziative, dall'esito sicuramente negativo». Il sindaco di Spessa, infine, ha ritenuto «improbabile una richiesta di distacco territoriale senza contropartita, visto che l'operazione porterebbe solo ad un impoverimento del patrimonio dell'ente». Il muro contro muro è stato infine sancito dall'impegno di entrambi gli amministratori «di far approvare dai rispettivi consigli comunali una delibera che ne attesti la volontà». Dopo di ciò, hanno fatto sapere i responsabili dell'ufficio regionale competente, sarà lo stesso Pirellone a dirimere la disfida fra i due sindaci. (g.s.)