Prezzi alle stelle: aperto il confronto
ROMA. «Useremo la Guardia di Finanza contro gli aumenti ingiustificati dei prezzi». Lo dice il sottosegretario Maurizio Sacconi, subito dopo il vertice del governo con le parti sociali per affrontare le questioni legate al caro vita. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, esce addirittura in anticipo dalla riunione e sbotta: «Manca ancora da parte del governo la volontà di aggredire con forza l'aumento dei prezzi. E nel frattempo, negli ultimi 12 mesi, una famiglia media ha perso circa 200 euro di potere d'acquisto». A Palazzo Chigi c'era il vicepremier Fini con alcuni ministri (Marzano, Alemanno, La Loggia, Gasparri) e, dall'altra parte, i sindacati, la Confindustria, la Confcommercio, i rappresentanti di agricoltori e artigiani.
Sul banco degli imputati, quando si parla di prezzi, ci vanno subito i commercianti, ma Sergio Billè, presidente della potente confederazione del settore, gioca d'anticipo: «Andiamo a vedere le diverse responsabilità. Ognuno faccia la sua parte, a cominciare dal governo che non ha diminuito le tasse di una lira. Non solo, continua a far costare la macchina pubblica sempre di più. E poi non è mandando la Finanza che si fa vincere il mercato, perchè questo lo dovremmo poi spiegare dal punto di vista costituzionale».
Le polemiche non si fanno attendere. Pezzotta (Cisl) dice che l'eliminazione dei registratori di cassa renderà più difficile capire dove e se c'è stata speculazione. «Io sono convinto - aggiunge - che ci sia speculazione sui prezzi. E' il governo che deve individuare i responsabili. Ed è ancora il governo che deve tenere sotto controllo le tariffe. Comunque, andando cosi le cose, bisogna assolutamente rivedere il tasso di inflazione programmata per il 2004».
Un appello al governo perchè usi il suo 'potere di indirizzo" sulle tariffe e sui commercianti viene da Confindustria, mentre il leader della Coldiretti, Paolo Bedoni, mette le cifre sul tavolo: per ogni euro speso dai consumatori per alimentari, solo 22 centesimi arrivano alle imprese agricole, 31 all'industria alimentare e 48 al commercio e ai servizi.
Chi punta il dito contro i commercianti è l'Adusbef: «Si sono approfittati del passaggio all'euro e hanno anche speculato». «Da questo incontro col governo esce solo aria fritta - spiega il presidente Lannutti - perchè non c'è una seria volontà di affrontare quella che riteniamo un'emergenza nazionale».
Sacconi, per il governo, cerca ancora di mediare: «Ci rivedremo nelle prossime settimane. Intanto il governo impiegherà la Finanza per controllare rialzi ingiustificati dei prezzi e comportamenti anomali».
All'incontro non c'era Tremonti, impegnato in Lussemburgo in un vertice di ministri economici. Li il ministro italiano ha riproposto il suo vecchio progetto di introdurre banconote da 1 e 2 euro. «In Italia - spiega - non c'era l'abitudine ad usare monete metalliche di alto valore (la più alta era di 500 lire, ndr) perciò chiediamo le banconote da 1 euro». Tremonti trova d'accordo Grecia, Belgio e Portogallo, contraria l'Olanda e indifferente la Spagna. Secondo la Bce, l'eventuale progetto potrà essere realizzato fra il 2005 e il 2010. (g.f.)