Incubo in casa: coppia rapinata e sequestrata


VIGEVANO. La 'vittima" ha indicato ai rapinatori il codice Bancomat sbagliato. E loro sono tornati indietro - dopo la fuga con 20mila euro in gioielli e denaro, oltre a diverse carte di credito - per farsi dire il numero esatto. E' una delle sequenze della rapina messa a segno l'altra notte, in via Montegrappa 29: quattro uomini mascherati - uno era 'armato" di cacciavite - sono entrati nell'appartamento dove vive Domenico Targa, 60 anni, con la fidanzata, una cubana 35enne.
Con un sacchetto in testa.Uno dei banditi aveva un sacchetto di plastica in testa. Un altro il collo del maglioncino alzato a coprire in parte la faccia, gli altri due un berretto calato sulla fronte. Quindi, già i sistemi scelti per 'travisarsi" possono far pensare a un colpo quantomeno improvvisato. In ogni caso, secondo la denuncia presentata da Domenico Targa, la banda dei quattro è entrata in azione verso le 4 e mezza del mattino. Entrando nell'appartamento al primo piano di una palazzina di ringhiera di viale Montegrappa. Prima è stata forzata una porta al pianterreno, che dà accesso alla scala interna, poi la porta d'ingresso dell'alloggio.
Rapinati dopo il dancing.Sia il padrone di casa che la compagna erano ancora svegli, essendo rientrati da poco da una serata dedicata al ballo liscio, in un locale della città. «Io mi ero già coricato a letto, lei era sul divano a guardare la televisione». Quando il sessantenne derubato, sentendo dei rumori è andato a controllare, era troppo tardi. I quattro sconosciuti ormai erano entrati: uno di loro minacciava la donna con un grosso cacciavite. Chiudendola poi a chiave nel bagno, dopo averle preso i gioielli che aveva addosso. «Diverse collane, bracciali e un anello con diamante di grande valore: un ricordo di famiglia della mia fidanzata», che Domenico Targa ha conosciuto nell'isola di Fidel, e solo da qualche settimana è in Italia con il visto turistico.
Dammi il portafogli.Tornando ai fatti: Targa è stato costretto a consegnare il portafogli, che conteneva 250 euro, Bancomat e carte di credito. «Parlava uno solo di loro, che poi è l'unico che ho visto almeno parzialmente in faccia, perché gli si è spostato il berretto».
Italiano e senza un particolare accento nella voce: giovane (sui 25 anni), con la carnagione e i capelli scuri, completamente vestito di nero, in jeans e giubbotto. Degli altri tre, il derubato non avrebbe saputo dare una descrizione troppo precisa: «Mi sembravano giovani, questo si».
Il codice sbagliato.Comunque: il 'capo" ha voluto sapere il codice segreto della tessera Bancomat: «E io, per la paura gliel'ho detto sbagliato». Un particolare che i banditi hanno scoperto dopo, cercando senza riuscirci di fare un prelievo, al primo sportello disponibile. Andandosene, hanno tagliato i fili di un telefono fisso un soggiorno (non vedendo che in casa c'è un altro apparecchio, in anticamera). E hanno chiuso il padrone di casa in camera da letto. Domenico Targa si è liberato, rompendo il vetro della porta finestra sul balcone, per bussare a un vicino.
Il ritorno dei banditi.Il derubato era con il dirimpettaio sul balcone, quando sono ricomparsi due dei banditi. Uno ancora 'mascherato", l'altro a volto scoperto: lo stesso uomo che aveva dato ordini durante la prima visita, e adesso chiedeva il numero esatto del codice. «Gliel'ho detto. Ci hanno chiusi di nuovo in casa e se ne sono andati, stavolta definitivamente». A quel punto è stato dato l'allarme, e sono arrivati carabinieri e polizia. Le indagini sono state poi prese in carico dagli agenti del commissariato, diretto dal vice questore aggiunto Nicola Zupo.

Anna Mangiarotti