Nuovo Ulivo vuole un posto alle Iiaarr Solerte: aspettiamo l'ok del sindaco


PAVIA.Il Gruppo civico per il Nuovo Ulivo (Bruno Solerte, capogruppo; Walter Minella e Vincenzo Vigna) avrà una «rappresentanza amministrativa». L'altro ieri, infatti, in un vertice di maggioranza al quale ha partecipato anche il sindaco Andrea Albergati, ci sarebbero state rassicurazioni in questo senso da parte del resto degli esponenti del centrosinistra. Si tratta ora di capire se il «posto al sole» sarà in giunta, alle Iiaarr o in una delle future società comunali. Bruno Solerte, probabilmente, è il più informato.
Dottor Solerte, il Nuovo Ulivo pretende un posto al sole. Anzi, scusi, usiamo il termine ufficiale: una rappresentanza amministrativa. Ma l'otterrà?
«Da questo punto di vista il percorso è iniziato un anno fa dalla richiesta formulata da parte dei consiglieri della società civile, ora nel Nuovo Ulivo, di avere una rappresentanza. Questo percorso è vicino al punto di arrivo».
Insomma: tante parole, scontri, insulti: tutta questa confusione soltanto per una poltrona.
«Posso dire che gran parte della confusione di questi ultimi tempi deriva da una conflittualità tra le poltrone già assegnate, non certo per quella richiesta da noi: se fossimo cosi importanti come si dice di poltrone ne avremmo richieste cinque...».
In maggioranza molti sostengono che non ne avete diritto perché eletti in una lista diversa dal vostro gruppo attuale.
«Rispetto alla nostra etica politica, nessuna persona presente in questo momento nell'amministrazione ci può rappresentare. Non sta a nessuno dire se abbiamo diritto o meno: sta al sindaco dare la risposta definitiva. In ogni caso, riteniamo che questo Incarico debba avere la funzione di raccordo tra il gruppo consiliare e il dispositivo politico amministrativo del nostro Comune».
Traduzione: per sapere cosa cosa viene davvero deciso in giunta.
«Sono d'accordo, è cosi».
Se non avrete il posto, vi ritroverete a votare con il centro destra in consiglio comunale. Un paradosso per l'Ulivo, nuovo o vecchio che sia.
«In caso di risposta negativa noi ci limiteremo a valutare ogni singolo provvedimento dall'esterno, a dare un contributo con un voto ponderato di volta in volta su tutte le questioni».
Questa intervista inizia a diventare noiosa. Facciamo qualche nome sui vostri cavalli vincenti: la sua amica e collega Giovanna Ruberto?
«Su questi nomi, che compaiono sulla stampa, ribadiamo che la nostra indicazione la comunicheremo solo al sindaco...».
Però io le avevo chiesto di Giovanna Ruberto, ex-segretario provinciale del Ppi, docente di spicco dell'Università di Pavia. Insomma, una scelta forte per la giunta.
«La sua area politica è ben definita e non appartiene alla nostra».
Allora facciamo un altro nome: Flavia Fulvo?
«Il consigliere provinciale Fulvo era stato già indicato dal nostro gruppo come candidato per il consiglio d'amministrazione di Asm SpA, ma non fu preso minimamente in considerazione».
L'ex-sindaco Elio Veltri? Si dice che voglia tornare in politica alla grande.
«Riguardo a Elio Veltri e ad altre indiscrezioni voglio tagliare la testa al toro, limitandomi ad indicare quale profilo deve avere un candidato, ossia deve possedere tre requisiti fondamentali: 1) inattacabile sotto il profilo morale; 2) non deve avere interessi precostituiti né vincoli di parentela negli enti che andrà ad amministrare, perché la sua azione non sia inquinata da condizionamenti; 3) deve avere competenze nel settore; 4) deve dimostrare affidabilità politica senza deviazioni rispetto alla fiducia che gli è stata data; 5) deve essere omogeneo con gli altri amministratori».
Scusi dottor Solerte, ma forse uno cosi non esiste.
«Credo che la città di Pavia, nel suo tessuto sociale, abbia questi candidati. Basterebbe che ogni tanto i politici guardassero di più verso la società civile invece che ai raggruppamenti consolidati nei partiti. Queste persone esistono e operano quotidianamente nella società».
Voi puntate su una vostra condidatura alla futura Azienda di servizii alla persone, ex-Iiaarr?
«Abbiamo chiesto una rappresentatività amministrativa significativa».
Permette una domanda antipatica?
«Certo».
Senta, lei lavora alle Iiaarr: non si ritiene eticamente incompatibile a discutere di candidature?
«Ovviamente io non posso candidarmi alle Iiaarr. Per il resto, vorrei dire che se esiste per me una 'incompatibilità etica", allora non si potrebbe nominare nessuno: il problema esiste per tutti i principali rappresentanti di questa maggioranza».

Filiberto Mayda