Il via al progetto dei cento porti
GENOVA. Due ministri, Pietro Lunardi e Claudio Scajola, hanno inaugurato la 43ma edizione del salone nautico internazionale aperto fino al 12. Girando fra le barche esposte, Lunardi ha ribadito un aumento dei pedaggi autostradali per finanziare gli interventi infrastrutturali.
Il ministro ha poi confermato le risorse ai porti (complessivamente circa 2.050 milioni di euro, di cui 634 subito spendibili) in relazione anche alle autostrade del mare (traffico pesante sottratto alla rete autostradale e stradale). Il salone nautico, quest'anno, si presenta particolarmente ricco, non tanto per il numero di espositori (1.502) e di barche (1.949, di cui 191 in acqua), quanto per i contenuti progettuali e tecnologici che confermano lo stato di grazia della cantieristica italiana. E del resto Paolo Vitelli, presidente dell'Ucina (associazione costruttori), ha ribadito che la nostra industria nautica dopo l'exploit dello scorso anno (più 10%), anche per il 2003 si attesterà su livelli positivi, con una crescita del 9%, in controtendenza rispetto alla crisi economica internazionale.
Basta varcare i cancelli della struttura fieristica per rendersi conto del livello qualitativo raggiunto dalle barche, dalle più piccole alle più grandi, a partire dall'ammiraglia a motore Falcon 112 costruita dalla Falcon Yachts Service di Viareggio e dai gioielli di Azimut Benetti (due novità assolute, fra cui il primo open con marchio Azimut) per arrivare ai quattro nuovi modelli della Sessa e ai gozzi superlusso di Aprea. Una cosa è certa: si sta assistendo al ritorno delle barche dislocanti e delle linee tondeggianti tipiche degli anni Sessanta, senza dimenticare le 'aragostiere" di derivazione americana che fanno tendenza ormai da alcuni mesi.
L'arrivo di due ministri, fra cui il titolare delle Infrastrutture e dei trasporti Lunardi a cui fa capo il comparto porti e diporto (ma il ministro Scajola ha detto che potrebbe essere istituito un ministero del mare, nel quale far confluire tutte le competenze di settore), ha permesso poi di fare il punto della situazione su una serie di questioni 'marine".
Punto primo: Lunardi ha confermato che il progetto dei 100 porti (turistici) di cui si era parlato l'anno scorso e due anni fa, voluto dal premier Berlusconi, si concretizzerà nei prossimi mesi. L'obiettivo è quello di avere un porto turistico ogni 20 miglia, lungo gli 8mila km di coste italiane. Punto secondo: la riforma della nautica è legge, sburocratizza il settore e grazie anche alla legge sul leasing, permette il ritorno di tante barche emigrate verso la Francia, attirando nel contempo diportisti anche di altri Paesi. Entro la prossima estate dovrà poi essere completato anche il testo unico, una specie di codice per il diporto. Punto terzo: patente a punti in mare. Lunardi non è convinto: «Mi sembra proprio una cosa prematura». Ma ha sottolineato «la necessità comunque di controlli e sanzioni per colpire certi comportamenti di chi va in barca».
Elisabetta Arrighi